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AAVV "In fondo al nero" (Urania Horror n.36)
![]() Il mucchio selvaggio degli scrittori italiani noir/thriller/horror/pulp; più o meno sempre gli stessi, apprezzati, nomi del nostro panorana letterario, si presentano ancora una volta nelle edicole, questa volta con una antologia di racconti oscillanti tra l'horror puro e lo splatter, con i soliti alti e bassi, ma di qualità media piuttosto buona. Diciamo subito che forse l'unica a uscire davvero un po' dagli schemi è stata Isabella Santacroce, con la sua "Dark Demonia", un mix di crudezza erotica e romaticismo dark giovanile decisamente apprezzabile. Troviamo poi "I colori dell'abisso" di Giampiero Rigosi, con il solito pittore tormentato che utilizza integralmente il corpo umano come tavolozza per le sue opere (mi ricorda un po' quel film giapponese della sirena e dell'artista pazzo), la novella vagamente in salsa Lansdale (la notte in cui non andarono al Drive-In?) di Eraldo Baldini con il suo "Nebbia grigia e galline nere", il "Ghor" di Tiziano Sclavi, un mix tra l'ospite di lovecraftiana memoria e "Nato d'uomo e di donna" di Richard Matheson, già incontrato una quindicina di anni fa in uno speciale Dylan Dog... e tanti altri incubi a occhi aperti. Unica critica da muovere ai comunque bravi autori è proprio l'aderenza a degli schemi horror già collaudati, ma in fondo sono sempre i soliti piccoli espedienti a funzionare bene, vedi il caso di "Testa di morto", forse il mio racconto preferito della raccolta e, se vogliamo, anche il più tradizionalmente efficace. Nota piacevole; ciascun racconto trova una propria ispirazione musicale, riportata... Niccolò |
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AAVV "13 colpi al cuore" (Giallo Mondadori Oro)
![]() Caso vuole che mi sia portato in Francia questo numero un po' particolare del Giallo Mondadori, ovvero storie brevi dei migliori giallisti italiani presentati al pubblico francese. Il curatore, Serge Quadruppani, intervista in apertura Valerio Evangelisti, ovvero lo scrittore italiano più cult all'estero (e in effetti è decisamente esportabile e godibile), e poi parte con le cartucce, primo tra i prescelti, naturalmente, Camilleri... A essere sinceri, al termine della lettura devo ammettere che i racconti che mi sono piaciuti di più sono stati quelli di genere più "sovrannaturale", come gli ottimi Eraldo Baldini (che qui ho letto per la prima volta, anche se mi era già stato consigliato da Emanuela), Danilo Arona (con un altro brivido "rock") e Michele Serio (quello di "Pizzeria inferno"). A parte un insolito racconto di Carlo Lucarelli, con tanto di criminale nazista pentito (forse), tra lanciatori di coltelli e investigatori anarchici, le storie più gialle e noir mi hanno lasciato abbastanza indifferente... de gustibus, magari ci sono puristi là fuori che invece apprezzeranno quelli da me non citati. Niente male come raccolta, ma la supremazia straniera nel noir (come nel rock) resta intatta (anche se i nostri piccoli horroristi crescono bene). Niccolò |
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AAVV "Il grande macello" (Millelire)
![]() Ho trovato questo libricino in un angolo buio di una libreria di Monza, è del 2001 e non so quante copie ce ne siano ancora in giro, ma se lo trovate compratelo al volo, è una vera chicca. Sono 11 racconti, alcuni dei quali di nomi illustri come Alda Teodorani, Gaetano Mistretta e Ivo Scanner (avete mai letto il suo "Orrorismo"?) e se il titolo non è abbastanza esplicito ci pensa la copertina a togliere ogni dubbio sul tono di questo bel libretto: al posto dell' occhio del grande fratello c'è l' occhio di Opera (ve lo ricordate? E' quello con gli aghi attaccati alla palpebra inferiore per non farlo chiudere). L'argomento comune è sempre il Grande Fratello, ma da qui si degenera in modo diverso da racconto a racconto. A volte le noiose giornate dei ragazzi nella casa vengono stravolte con violenze, stupri e feroci assassinii, altre volte invece il macello viene poi, quando la trasmissione è finita e arriva la sindrome da oscuramento perenne (ovvero la psicopatologia derivante dalla mancanza di telecamere che ti riprendono 24h su 24). I racconti mi sono piaciuti tutti, in particolare: Rocco e i suoi brandelli per lo splatter estremo, trovo sia il più rappresentativo della raccolta e tra l' altro è uno dei pochissimi che usa i veri nomi dei ragazzi della prima edizione, dovreste leggere che fine fa Pietro... ah ah Fuori è buio per l' originalità di aver costruito un Grande Fratello che esiste solo nella mente di una madre completamente pazza. Eliminati per lo stile limpido e tagliente. Leggerlo mi ha ricordato quelle leggende metropolitane che mi raccontavano quando ero piccola, in cui si diceva che gli attori dei film horror morivano nella vita reale nelle maniere più misteriose, e tutte sempre collegate ai ruoli interpretati sul set. In questo caso episodi banali della vita quotidiana dei ragazzi nella casa si trasformano in feroci sentenze di morte, una volta usciti per eliminazione dal gioco. La sesta per la violenza, psicologica e fisica, inflitta da un serial killer su sei giovani prostitute da strada, costrette in poco spazio senza cibo e acqua, e continuamente riprese da una telecamera. Le eliminazioni, nel senso più pieno della parola, avvengono senza precise scadenze e secondo criteri incomprensibili. Elena |
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AAVV "Saggezza stellare" a cura di D. M. Mitchell (Einaudi)
![]() Comprai quest'antologia di racconti postmoderni ispirati a Lovecraft nel lontano 1997, a Luglio, in Liguria. Di solito non mi piace seguire l'ordine in cui i racconti sono disposti dai curatori, salto avanti e indietro, in base all'ispirazione, e così mi capitò di leggere subito "Estratto dalla bocca del consumatore, maiale putrido" perchè, mi dissi, con un titolo così non poteva che trattarsi di uno scritto straordinario. Ancora non conoscevo Michael Gira, autore del racconto e membro fondatore della band Dark degli Swans. Ero in spiaggia, a Camogli, sotto il sole di mezzogiorno e in mezzo al formicaio umano, ma non mi accorgevo di nulla, assorto com'ero nelle immagini evocate da Gira. Più tardi salii nella parte alta del paese, silenziosa e vuota, nel declinare dl sole di pomeriggio e, sarà stata colpa del libro, trattante, tra le altre cose, di orrori ittici e di paesi di pescatori in riva al mare dove si compiono strani rituali, ma da allora la bella Camogli ha assunto per me delle connotazioni un po' sinistre (anche se compensate ampiamente dalle ottime focacce che vi si mangiano e dallo splendido panorama che vi si gode). Praticamente tutti i racconti qui raccolti dal sedicente D. M. Mitchell sono godibili, specie se cenobiti del culto lovecraftiano. In particolare io adoro "Lovecraft in cielo" di Grant Morrison, "Il cortile" di Alan Moore, "Reparto 23" di Mitchell, il già citato delirio di Gira e il pezzo forte, "Statica nera" di David Conway, membro fondatore dei My Bloody Valentine, il cui scritto ha generato il nuovo disco degli infami Schloss Tegal, "Transmission from the black static" (per cui è consigliabile leggere la storia con sottofondo musicale adeguato). "Ipotetica Materfamilias" della Gladwell è incomprensibile, però evoca un'atmosfera straniante che ben si adatta alle intenzioni dell'opera, "Sognatori nelle tenebre" di Peter Smith, autore delle copertine dei Coil, è forse il racconto più classico e direttamente ispirato dal maestro. E gli altri? Ci sono anche Burroughs e Ballard ma, secondo me, non affondano il colpo come dovrebbero, anche se il pederasta (come lui stesso si definisce) ostenta una misoginia cosmica (I seni striscianti) che non sarebbe dispiaciuta al solitario di Providence. Per me questo libro è un culto assoluto, credo di averlo riletto almeno una decina di volte, ma per molti potrebbe risultare troppo ostico e originale. Da consumarsi con i giusti compact disc, dal momento che molti degli autori presenti sono legati al mondo della musica dark. p.s.: un invito al bravo curatore, Daniele Brolli; perchè non tradurre anche l'antologia "The Consumer" di Michael Gira? Sono sicuro che i fans italiani e i dark in genere apprezzerebbero moltissimo... Niccolò |
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Harold Schechter & David Everitt "The A to Z encyclopedia of Serial Killers" (Pocket Books)
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AAVV "Dangerous visions" a cura di Harlan Ellison (Mondadori)
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AAVV "Strani attrattori" a cura di Rudy Rucker, P. L. e R. A. Wilson (Shake)
![]() Eccoci nuovamente alle prese con la fantascienza (termine sotto cui spesso si riuniscono scritti di generi anche indefinibili e che non c'entrano un tubo con la science fiction) deviante e proibita e underground. Questa volta troviamo raccolti degli autori più fanzinari (up the fanzines!) e sconosciuti insieme a classici dello spessore di Watson, Shirley e Farmer (e c'è da dire che difficilmente qui gli allievi fanno tremare i maestri, anche se stavolta Farmer non brilla più di tanto) e nuovi grandi come Laidlaw e Di Filippo (che di solito bazzicano anche nello Steampunk). Naturalmente i giovani sono arrabbiati e punk, con il solito complesso edipico e paranoico verso istituzioni, borghesi e quant'altro il repertorio preveda (certo che allora erano più divertenti i romanzi satirici e oltranzisti di Norman Spinrad)... comunque c'è da dire che, a parte questo, sono anche piuttosto originali (direi che molti racconti sono più surrealisti che fantascientifici) e godibili. I racconti che più mi sono rimasti impressi sono stati quello di Watson (al solito) sulle lumache aliene, che nella sua semplicità è davvero perturbante e disturbante (come già premettono i curatori nella scheda sull'autore), quello di Rucker, che se non sbaglio è quel matematico che va sempre in giro a sbandierare di essere un discendente diretto di Kant (e chi se ne frega!) e quello sul minotauro di Don Webb. Trovo insopportabili invece quegli autori politici tipo Hakim Bey (avete presente le TAZ?) e compagni di merenda che continuano a menarcela con le solite trite e ritrite critiche moralistiche sulla società americana, che ormai conoscono anche i muri (e di nuovo poi, chi se ne frega!, era più interessante la presunta parentela con Kant del vecchio Rudy). Comunque, in generale, è una raccolta interessante e diversa dal solito, sia nel bene che nel male (qualunque cosa siano il bene e il male). Interessanti anche le illustrazioni sparpagliate per il volume e che sono direttamente riconducibili a quelle che di solito appaiono della rivista "Decoder", dello stesso editore. Up the underground (quello creativo, non quello monotematico)! Niccolò |