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Eraldo Baldini "Mal'aria" (Frassinelli)
![]() Un altro capolavoro di Baldini. Siamo nel 1925, e l'ispettore della sanità Carlo Rambelli viene distolto dalla sua quiete domestica e viene mandato in missione per scoprire la causa dell'alto tasso di mortalità infantile nella zona paludosa di Spinaro. E qui comincia il viaggio del protagonista in un mondo chiuso, nebbioso, in cui chi arriva da fuori è ancora percepito come uno "straniero" da tenere lontano, un paese in cui regna l'omertà, gli sguardi di traverso e le mezze frasi. E Carlo dovrà cercare di abbattere questo muto di silenzio per capire cosa sta succedendo. Ma non sarà facile, anche perché sulla apparente quiete del paese vigila lo squadrista Bellenghi, e per chi osa squarciare il silenzio la morte è assicurata. Strane scomparse e misteriosi suicidi cominciano ad insospettire Rambelli, che riuscirà a trovare conforto e aiuto dal vecchio dottor Ridolfi e dalla bella Elsa. Spinaro ricorda molto quei paesi dei romanzi gotici inglesi (il più recente che ho letto è stato "La donna in nero") in cui tutta la popolazione ha un segreto e il forestiero è il nemico che non deve scoprire nulla, nessuno deve aiutarlo e la morte aleggia su cose e persone. Baldini è bravissimo a creare un'atmosfera nebbiosa, in cui tutto può essere vero e la razionalità perde il valore di verità assoluta; siamo trasportati in un mondo di credenze e superstizioni, in cui la malaria è qualcosa di più di un virus portato dalle zanzare, e un bambino può vedere i morti senza che la cosa ci stupisca... E mentre proseguiamo nella lettura sentiamo che le parole stanno scorrendo in discesa, come un torrente che inesorabilmente ci stia portando verso la cascata finale, e noi siamo su una piccola barca, in balìa delle onde e della corrente, incapaci di uscirne, ma anche affascinati da tutto quello che ci circonda. E la cascata arriva, inesorabile, in un finale terrificante proprio perché temuto e sentito in tutto il libro; indimenticabile. Emanuela |
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Eraldo Baldini "Bambine" (Sperling Paperback)
![]() E' possibile seguire l'appassionante trama di un romanzo noir eppure arrivare alla fine e dire "ma chissenefrega di chi è il colpevole?". Sì, con Baldini si può. La storia che si svolge a Ravenna non tradisce i crismi del genere, con il solito serial-killer efferato, i personaggi ambigui, le vittime innocenti (le bambine), i sensi di colpa e gli "stream of consciousness" dei protagonisti di questa vicenda. Ma il giornalista Carlo Bertelli ha una dimensione in più, è consapevole di essere il protagonista di un giallo italiano, e quindi dei propri limiti. Sa di non essere uno di quei giornalisti detective dei libri americani, e questa autocoscienza lo rende ancora più umano, e vicino a noi. Un'atmosfera di disillusione permea tutta la vicenda, Carlo ha un affetto profondo per la figlia di un suo vecchio amico scomparso, ma il rapporto con la madre della bambina non sono così stretti, i ricordi della perduta spensieratezza pesano ed è così difficile andare avanti. Solo l'amore per quella bambina lo fa proseguire, a cercare il colpevole, per proteggerla. Com'è possibile che la polizia non ci sia arrivata prima? E com'è possibile che poi tutto questo "darsi da fare" sia così tristemente vano? Perchè il colpevole c'è, ma la vita è un'altra cosa, e il dolore per un distacco inevitabile fa ancora più male, a Carlo e a noi con lui. Emanuela ![]() Non sono d'accordo con Emanuela, nel senso che non ho trovato così valido questo romanzo che mi consigliava da tempo, anche se il talento di Baldini è innegabile. Per il resto mi sembra che lei abbia già detto tutto quello che c'era da dire... Niccolò |