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J. G. Ballard "La zona del disastro" (Urania n.779)
![]() Un vecchio Urania del 1979, da recuperare assolutamente (insieme a "Il gigante annegato", solitamente presso i baracchini dell'usato), che raccoglie alcuni tra i più memorabili racconti di psicofantascienza tipicamente ballardiana. Imperdibili "Città di concentramento", sulla ricerca dell'uscita da una città virtualmente infinita, "Paziente perduto", dai toni squisitamente metafisici, e la coppia "Zona di terrore" e "Cubicolo 69", due gioiellini vagamente imparentati, sulla nascita del terrore dall'interno dell'anima. Gli altri racconti, tipici del periodo dello "spazio interno", non sono da meno... Uno scrittore sempre originale nelle sue tematiche solipsistiche, davvero imprescindibile. Niccolò |
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J. G. Ballard "Un gioco da bambini" (Baldini & Castoldi)
![]() La narrativa dello "spazio interno", molto in auge tra gli anni '60 e '70, ritorna in questa indagine poliziesca che cerca di stabilire chi (ma lo dice già il titolo) e perchè (questo è più interessante) abbia compiuto un massacro negli appartamenti del condominio di lusso, e che fine abbiano fatto i figli delle vittime. Ballard ha certi argomenti da offrire, sono da sempre gli stessi (si prova un senso di familiarità, se si è letto anche "Condominium"), ma sono esposti con la consueta lucidità e abilità, anche se certe ripetizioni, pur se funzionali alla storia, risultano noiose. Resta l'effetto di straniamento che si prova con l'autore a "osservare" gli interni eleganti ridotti a macelli da un piano diabolico, e si arriva a pensare, se si è ballardiani puri, che i bambini scomparsi possano essere stati inghiottiti dall'intersezione di certe pareti. Niccolò |