|
Clive Barker "Abarat" (Sonzogno)
![]() Alla fine Clive Barker ha scritto il suo Harry Potter... in realtà si tratta di qualcosa di più vicino ad "Alice nel paese delle meraviglie" e "Il mago Oz". Questa volta ci troviamo di fronte a un romanzo per ragazzi, e se Barker non ha perso la sua perfidia e l'humor nero, qui di sangue ce n'è pochissimo, e di sesso praticamente nulla. Ma il nostro inglese in trasferta americana è pur sempre un abile narratore, che non manca di piacere agli adulti anche in questa versione "edulcorata". Candy, la giovane protagonista, è una ragazza determinata a lasciare la banalità del mondo quotidiano, per scoprire le meraviglie e gli orrori di un mondo parallelo al nostro... Nel corso di una ricerca scolastica, Candy si ritrova ad aiutare un certo John Dispetto, uno strano individuo con tante teste indipendenti poste sulle punte delle sue corna da alce, finendo così per interessare il perfido Christopher Carogna... Il primo volume di una quadrilogia, i cui diritti sono già stati acquistati dalla Disney. Niccolò |
|
Clive Barker "Il canyon delle ombre" (Sonzogno)
![]() Ci sono alcune cose buone in questo romanzo, e non si può dire che Barker manchi in fantasia; ma ci sono anche tanti difetti che rendono la lettura un processo faticoso e noioso. E' scritto male, i personaggi sono degli stereotipi senza alcuna anima e l'ironia valica spesso il confine con l'involontariamente ridicolo. La scrittura di Barker è molto visiva, cinematografica, ma spesso esagera e diventa scarna, poco letteraria ed eccessivamente elementare. Se il suo intento era mettere in ridicolo l'Hollywood Babilonia del passato e del presente, direi che l'idea di partenza non era male, ma è stata resa in maniera banale. Ritroviamo il solito mondo nel mondo, tipico di Barker; questa volta non è un tappeto, ma una stanza completamente coperta da piastrelle raffiguranti un mondo lontano, la Stanza del Diavolo, con all'interno creature mostruose, un drappello di uomini alla ricerca del figlio del diavolo, e la possibilità di avere l'eterna giovinezza (la manna per il mondo di Hollywood di ieri e di oggi). Il libro ha mille finali con conseguente calo di tensione, personaggi improbabili e stereotipati come la cattiva agente Maxime, il bello senz'anima Todd, la fan cicciona e insoddisfatta Tammy, e la diva del cinema, dark lady degli anni Venti Katya Lupi. Tutto ruota intorno a questa stanza del diavolo e al suo incantesimo che attirava i divi di allora ansiosi di avere un'eterna giovinezza,e che anche da morti affollano i giardini della villa, lasciandosi andare ad orge sfrenate con animali, spiriti e viventi. Tutto si risolverà alla fine grazie all'amore e vi dico solo che deus ex machina sarà propria la cicciona Tammy e le sue poppe. Vi basta? Emanuela ![]() Finalmente è tornato il buon vecchio Clive Barker, più in forma che mai. Questo romanzo nuovo fiammante è, ancora una volta, una satira (o una finestra?) sullo scintillante e piuttosto marcio mondo americano (ma quale paese al mondo non cela la sua brava dose di marciume?), in particolare quello di Hollywood (e infatti lo scrittore risiede, da tempo, a Los Angeles), anche se non mancano gli ormai celebri e perversi mondi paralleli che sono in contatto con il nostro. Come al solito c'è un prologo; un potente attore americano degli anni '20, tale Zeffer, è in visita in Romania, dove ha accompagnato la sua fidanzata, la bellissima Katya Lupi, e si ritrova a gironzolare per un vecchio monastero a caccia di antichità da comprare e sfoggiare nei viziosi party che fanno parte della sua mondanità. Vorrebbe un pezzo unico e padre Sandru lo porta in una stanza sotterranea piena di cianfrusaglie e mobili accatastati alla buona... ma ciò che attira l'attenzione di Zeffer è la stanza stessa, interamente ricoperta da piastrelle raffiguranti un paesaggio pieno di creature e meraviglie e orrori alla Bosch. Pagandola in dollari sonanti, lo sconsiderato attore si fa trasportare, mattonella per mattonella, la stanza, sopra cui si vocifera ci sia un sortilegio, fino a Los Angeles... ed è nella stessa villa che parecchi decenni dopo si rifugia Todd Pickett, un famoso attore di film d'azione (sul genere Stallone o Willis più riflessivi) che, a causa di un intervento estetico finito male, si ritrova parzialmente e momentaneamente sfigurato. Non volendo apparire in pubblico in tali condizioni, Todd si rinchiude nella grande villa che sorge sul canyon Coldheart, isolata ai confini di Los Angeles, accompagnato solo dal suo fido aiutante Marco Caputo, e qui viene piano piano a contatto con un'ancor giovane e affascinante Katya, che lo porterà per mano a conoscere le meraviglie e gli abomini della Caccia... Almeno finchè Todd non verrà salvato in extremis dalla sua fan più accanita, Tammy, che riuscirà a trascinarlo fuori dalla villa infestata... ma non è detto che la partita sia finita, anzi, è solo all'inizio. Questo nuovo romanzo risulta essere il giusto connubio tra idee e impressioni dei precedenti capolavori di Barker; c'è il mondo parallelo (tipo paese delle meraviglie di Alice più perverso) come ne "Il mondo in un tappeto", solo che questa volta è racchiuso in un mosaico di mattonelle che vanno a comporre una stanza, ci sono le minacce alla "Hellraiser", c'è la critica ai potenti americani come in "Galilee", e molto altro ancora... senza considerare il mondo del cinema, che Barker conosce bene, avendo realizzato tre film come regista, e avendo partecipato in varie vesti (produttore esecutivo, soggetto, sceneggiatura) a molti altri. Niccolò |
|
Clive Barker "Galilee" (Sonzogno)
![]() Clive Barker è sempre stato uno tra i miei autori preferiti ma, ho l'impressione che negli ultimi tempi il perfido inglese stia come subendo l'influsso nefasto di telenovelas tipo "Beautiful" o di scrittori di bestseller dalle tinte rosa... Infatti questo romanzo tratta della lotta che da anni esiste segretamente tra due famiglie americane potenti e influenti, una, i Geary, che sta sotto i riflettori della nazione, tipo i Kennedy, l'altra, i Barbarossa, che vive nascosta, un po' come gli Addams, e dalla sua villa misteriosa influenza con la magia i destini delle persone. L'affascinante Galilee è il pivot intorno a cui ruotano le due famiglie rivali. Come si vedrà, proseguendo nella lettura, non mancano buone dosi di sesso e violenza (e di sesso violento e di violenza sensuale) che sono il marchio di fabbrica di Barker, così come non mancano i personaggi ambigui, i misteri metafisici e il senso di sacro e di blasfemo uniti sotto il segno della visionarietà che da Barker rimanda alla tradizione di Blake. Però, e forse è voluto, non manca nemmeno un sapore alla "Beautiful"; ti aspetti sempre che, da un momento all'altro, anche Ridge faccia la sua apparizione, sfoggiando il caratteristico mento in grado di fare strage di donne di ogni razza, età, credo e nazione. Niccolò |