Lukha Kremonj Baroncinj "Il grande tritacarne" (Kipple)


Per questo libro provo dei sentimenti veramente contrastanti, a volte trovo che sia fantastico, altre bruttissimo.
L' aspetto positivo è per l'originalità, sia nello stile veramente unico che in alcuni contenuti. La storia è ambientata in un futuro molto lontano in cui le lingue si sono tutte fuse insieme a dare un miscuglio di italiano, inglese e quant'altro. Pertanto preparatevi a un "italiano standardizzato" in cui le i si trasformano in y, le c in k, le q in c e le f in ph, oltre a una buona dose di frasi completamente in inglese.
Eppure questo non è che un minimo segno del lavoro da certosino che sta alla base del libro, spesso si incontrano brani puramente scientifici di fisica e astronomia, e altre volte la teorica quantistica viene rimodellata a dare vita a varie correnti religiose (questo è un capitolo decisamente indimenticabile).
Addirittura nelle prime pagine si trova una minuziosa descrizione di questa realtà futura, con tanto di storia degli eventi, cartina geografica dei nuovi stati sulla terra e una sezione dedicata alle vicende politiche degli stessi.
Insomma, scrivere questo libro deve essere stata un'impresa titanica, ma arrivare a leggere fino alla fine è un'impresa altrettanto ardua. Questo perchè alla lunga lo stile stanca, ma l'aspetto più negativo è la trama. E' proprio un peccato come tutto questo lavoro sia stato dedicato a una storia che, a mio parere, non ha nulla di speciale. Del resto di scienziati invischiati in progetti segreti del governo a cui si toglie personalità e memoria se ne sono visti tanti, qui l'unica variante è nel fatto che questo vecchietto si risveglia con il corpo di una biondona mozzafiato a cui danno il nome Pepsi (della sua memoria è stata fatta proprio tabula rasa). La sua mente è racchiusa in file segretissimi che Lukha andrà a recuperare da galassia in galassia in compagnia di personaggi assurdi e ragazze bellissime che puntualmente cadranno tra le sue braccia.
Insomma questo libro è proprio un dilemma, ci sono brani senza precedenti, ma legati insieme da una storia che assolutamente non tiene il confronto con lo stile. Che peccato!

Elena