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Dan Brown "Il Codice Da Vinci" (Mondadori)
![]() Cominciamo con la trama; un rispettabile professore è stato assassinato in una galleria del Louvre. Già le prime indagini dimostrano che la strana posizione che il corpo ha assunto e gli ermetici messaggi che porta scritti sul petto sono opera dello stesso professore per lasciare ai posteri un messaggio cifrato. Che, per di più, chiama in causa uno studioso americano di passaggio a Parigi, Robert Langdon. E sarà proprio l'americano, con l'aiuto di una misteriosa e affascinante poliziotta parigina, a tentare di dipanare la complessa matassa, che sembra affondare le proprie radici nelle figure dei dipinti di Leonardo... Il fatto è che, con il procedere delle indagini, Robert Langdon, Sophie e una serie di altri personaggi metteranno davanti agli occhi del lettore una serie di inquietanti teorie sull'origine del cristianesimo, indagini che nel romanzo sono addirittura osteggiate da equivoci membri dell'Opus Dei... Un romanzo del genere non poteva che generare una vera e propria lotta tra opinionisti; chi ha gridato al capolavoro, chi lo ha definito una schifezza, chi evoca verità assolute e chi lo respinge come un groviglio di menzogne blasfeme... come sempre, in questi casi, la verità (sempre che esista, e che sia conoscibile) sta nel mezzo. Si tratta di un buon thriller che fa di tutto per non essere messo giù, snocciolando in continuazione rivelazioni e colpi di scena. I personaggi non sempre sono definiti, qualche volta restano (volutamente?) sfuocati e l'impressione che il testo lascia è che si tratti di una vicenda fortemente cinematografica (se questo sia un pregio o un difetto è da stabilirsi in base ai propri gusti letterari). Se proprio di difetto si vuole parlare, questo libro è stato scritto più con la testa che con il cuore. E arriviamo al cuore della faccenda più scottante: i temi trattati sono da sempre avvolti nel mistero. Alcuni trovano fondamento in "verità" storiche (sempre che noi si possa ancora conoscere verità di alcun genere), altri paiono teorie forzate e a dir poco stiracchiate (questo non significa che non possano un giorno rivelarsi corrette), peraltre ispirate da un saggio pubblicato negli anni '80 (e a quanto pare già ampiamente confutato). Resta il fatto che la figura posta alla destra di Gesù ne "L'ultima Cena" del Da Vinci sembra davvero una donna... Ma alla fine, trattandosi di un prodotto che nasce per essere un bestseller, sono le vendite che contano in questi casi... e quale migliore pubblicità di un'accesa polemica su di un tema tabù, che a noi oggi appare immerso nella nebbia più fitta (non per niente in questi casi si parla di fede, e non di fatti)! Niccolò p.s.: una domanda a cui potete dare la risposta che volete; pensiamo a un fenomeno di cui non si è mai dimostrata l'esistenza, ma nemmeno l'inesistenza, come quello degli UFO (tanto per fare un esempio; il concetto può essere esteso ad altre questioni)... è più stupido (anche se poi ha ragione) colui che crede ciecamente nella loro esistenza, oppure colui che la nega a priori e senza alcuna esitazione? p.p.s.: al grande studioso Massimo Introvigne il compito di smentire le supposte verità occulte rivelate dal romanzo; se non volete rovinarvi le sorprese del romanzo non dovreste però seguire il link all'articolo di Introvigne, se non dopo averne terminato la lettura. |