Ian Caldwell Dustin Thomason "Il codice del Quattro" (Piemme)


Difficile recensire questo romanzo, difficile dire se mi sia piaciuto o meno. L'ho letto in fretta, i suoi personaggi hanno abbastanza profondità, eppure è stato meno divertente de "Il codice Da Vinci", a cui è stato paragonato (e i cui personaggi sono quasi marionette).
La storia di quattro amici, quattro compagni di università, due dei quali sono impegnati nella difficile impresa di scovare il segreto di un misterioso libro rinascimentale (realmente esistente e che da sempre affascina gli studiosi), l'Hypnerotomachia Poliphili.
Questo libro ossessiona letteralmente le persone con cui viene in contatto, che perdono l'affetto di amanti e/o familiari (qualcuno anche la gioia di vivere), pur di decifrarne i disegni e i racconti misteriosi e vagamente erotici (e feroci).
Alla fine del romanzo non è tanto importante scoprire chi sia l'autore dei delitti (una soluzione più facile del solito), quanto quale sia il contenuto esoterico del libro. E alla fine non si tratta tanto di un thriller quanto di un romanzo sull'amicizia.
Giudizio finale? Non lo so... comunque c'è di peggio in giro, e sicuramente non è paragonabile a "Il nome della rosa" o "Il pendolo di Foucault", che rappresentano due letture molto più ricche ed appassionanti di questa.

Niccolò