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John Connolly "Il ciclo delle stagioni" (SuperPocket)
![]() C'è molta carne al fuoco in questo romanzo, forse anche troppa, anche se alla fine non si è bruciata. Diciamo che l'autore riesce a gestire il materiale con maestria, e solo il lettore avrà qualche difficoltà a districarsi fra tanti personaggi (persino le apparizioni dei morti) che pullulano attorno all'investigatore privato Charlie "Bird" Parker. Non ho letto il precedente "Tutto ciò che muore", dove Parker si faceva aiutare dai suoi amici Angel e Louis, una coppia (nel senso di amanti) poco raccomandabile, ma tutto sommato simpatica, di delinquenti con una certa etica, a cercare l'assassino della moglie e della figlia. Questa volta Parker, ex poliziotto e ora privato, vuole aiutare Rita Ferris e Donald, moglie e figlio di un altro delinquente di sua conoscenza, tale Billy Purdue, ma si ritroverà ben presto a indagare sulla loro morte. E a mettergli i bastoni tra le ruote interverranno lo stesso Billy in fuga, la polizia, l'FBI, uno sceriffo geloso, un mafioso italiano, due sicari spietati e misteriosi, Abel e Stritch, tutti sulle tracce del bottino rubato dal fuggitivo Billy. E non è detto che dietro a tutta la faccenda non ci sia l'oscuro Caleb Kyle, l'uomo che possedeva un albero dagli strani frutti dalle parti di Dark Hollow, una sorta di mostro da leggenda di cui gli raccontava suo nonno. L'aiuto di Louis, killer di altri killer, e Angel, scassinatore dall'animo sensibile, sarà ancora una volta provvidenziale... Un buon romanzo che va però letto con attenzione, oscillante tra il giallo, lo psycho-thriller e l'hard-boiled classico, ambientato perlopiù nel Maine e scritto da un giovane irlandese che ben conosce quei luoghi, dove è facile sia nascondersi che perdersi. Niccolò |