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Michael Crichton "Preda" (Sonzogno)
![]() Il nuovo romanzo di Crichton, arrivato dopo "Timeline" (che essenzialmente era un Jurassic Park nel medioevo; pseudo-viaggi nel tempo, cavalieri piuttosto rabbiosi che stanno sempre col fiato sul colle dei nostri eroi), tratta di nanotecnologia. Forse non è poi un argomento nuovissimo, dato che qualcosa di abbastanza simile compariva già nei primi anni '80 con "La musica del sangue" di Greg Bear, dove evolutissimi computer proteici sfuggivano al controllo, integrandosi e fondendosi con il corpo umano, dando vita a una forma evolutiva nuova e incredibile... Qui troviamo Jack (l'io narrante della vicenda) e sua moglie Julia, lui sviluppatore software specializzato in comportamenti animali attualmente disoccupato a causa di un eccesso di onestà, lei psicologa presso la Xymos, una società dedita allo sviluppo di nuove forme di nanotecnologia, o meglio microcamere, ovvero minuscoli robot sottili un millesimo di capello e in parte organici, da applicare in campo medico (e non solo, come si scoprirà procedendo nella lettura). All'inizio lui si occupa dei tre figli, tutti sotto i 12 anni, lei torna a casa dal lavoro stanca e stressatissima. Sembrerebbe la solita coppia che sta per sfiorare la crisi, sennonché alcuni strani avvenimenti arrivano a complicare il tutto. Eventi inspiegabili (a voi scoprirli; vi basti sapere che uno dei personaggi blatera di un mantello nero e di un nuovo ordine mondiale!), almeno finchè Julia non ha un incidente d'auto, e il marito decide di accettare una consulenza che la Xymos, la cui base operativa è sperduta nel deserto del Nevada, gli ha proposto... Questa volta ci troviamo di fronte a un tipico romanzo di Crichton, che incrocia suggestioni da suoi romanzi precedenti; come la base sotterranea nel deserto assediata da una sorta di virus ("Andromeda"), l'organismo creato dagli uomini e che sfugge al controllo mutando ("Congo", "Jurassic Park", "Il mondo del West"), la discesa nella "tana del lupo" ("Mangiatori di morte"), la tecnologia che si rivela minacciosa anche se inizialmente affascinante (praticamente quasi tutta la sua produzione) e una certa paranoia diffusa alla John Carpenter... Come al solito il nostro autore si presenta super-documentato, trasformando in certe parti il romanzo in una sorta di saggio mai pedante, ma che richiede un minimo di cognizioni nelle materie trattate. E non manca il solito senso di thilling e avventura che lui, come nessun altro, riesce a creare con poco; una scrittura quasi fredda e minimale, che inspiegabilmente riesce a porre il lettore pienamente dentro l'azione (diciamo che il nostro conosce bene i trucchi del mestiere!). Dopo il mezzo passo falso di "Timeline", che comunque era un discreto romanzo, Crichton torna a colpire, anche se forse (inevitabilmente) la sua formula ha perso un po' dell'effetto novità che in tempi passati la caratterizzava... Niccolò |