Erik Davis "Techgnosis" (Ipermedium)


Un'inestricabile matassa, una sorta di gigantesco ipertesto su carta infarcito di passato, presente e futuro.
Tempo fa scopersi per caso che il linguaggio di programmazione che utilizzavo per lavoro, il COBOL, è stato estrapolato da un filosofo tedesco, Werner Kunzel, adattandolo dal sistema logico, e mistico, di Raimondo Lullo... ma non pensavo che vi fossero così tante connessioni tra concetti contemporanei quali l'informatica, la cibernetica, Internet e gli antichi sistemi sapienziali di alchimisti, maghi, esoteristi, logici, visionari, guaritori, santi, gnostici, eretici, di ogni epoca, estrazione sociale, continente.
E in effetti, a pensarci bene, un film come "Matrix", prima ancora che dai testi di Philip K. Dick (scrittore che, naturalmente, viene ampiamente citato e analizzato dal devoto autore), ha origine nel mito platonico della caverna... così come la realtà virtuale ha probabilmente ricevuto i suoi natali dai primi dipinti di caverne della preistoria e dalle catacombe egizie, dove il visitatore o l'anima del trapassato potevano rivivere in un mondo di ricordi evocati da pitture che, letteralmente, prendevano vita generando mondi fittizzi.
Erik Davis, suddividendo per macroargomenti questo lavoro titanico, che non deve essere stato affatto facile da scrivere, e che risulta di difficile (anche se appassionante) lettura, traboccante com'è di informazioni e ricerche, ci porta per mano a scoprire, per esempio, gli usi dei palazzi della memoria e le trasmutazioni che hanno subito nel mondo delle reti informatiche, la modernizzazione del sapere gnostico ad opera di sette deliranti che reclutano i propri adepti attraverso la rete, la proliferazione baudrillardiana dei simulacri, ovvero di quelle copie di cui non esiste l'originale, la nascita del Fantasy attraverso le manipolazioni di ingegneri informatici dei sanguinosi testi di Howard e dei lirici mondi di Tolkien, che vanno a dare vita alla prima avventura, ovvero "Adventure" (o "Colossal Cave").
E poi Dante, Goacchino da Fiore, Plotino, San Paolo, l'Apocalisse, la teoria di Gaia, il Caos, lo Zen, l'immortalità, rapimenti UFO che ingravidano donne bigotte del Sud degli Stati Uniti, la Cabala a braccetto con Doom, tutti i saperi più esoterici che finiscono per ritrovarsi tra la rete delle reti (World Wide Web, ovvero WWW), i microchip e le future visioni di computer quantistici, di controllo della materia e dello spirito, individuale e collettivo.
Questa è la Techno-Gnosi; quanto più la tecnologia ci dischiude nuovi mondi, tanto più ritroviamo ad attenderci in essi gli antichi dei (e antiche paure e antiche ossessioni).
Un libro consigliatissimo, ma per pochi.

Niccolò