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Jeffery Deaver "Il giardino delle belve" (Sonzogno)
![]() Un nuovo romanzo del nostro autore di thriller preferito e questa volta senza Lincoln Rhyme. Anzi, Deaver cambia quasi genere, mettendoci di fronte a un romanzo più in linea con la tradizione della spy-story che con quella crime, anche se la presenza dell'investigatore della Kripo (polizia criminale) Willy Kohl, che utilizza metodi di investigazione scientifica antiquati (ci troviamo nel 1936), mantiene un collegamento con il passato (anzi con il futuro, dal momento che c'è un filo rosso, e forse più di uno, con la Manhattan in cui opereranno, più di cinquant'anni dopo, Rhyme e Amelia). L'eroe, o meglio l'antieroe, di questa nuova avventura è Paul Schumann, un americano di origini tedesche che opera come sicario a New York. Ma fin dall'inizio si viene a sapere che Paul in realtà uccide solo altri killer (quelli che lui chiama "gli sbagli di Dio"). Catturato dalla polizia viene messo di fronte a due opzioni: finire in galera o cercare di ammazzare Reinhard Ernst, uno degli scagnozzi di Hitler, approfittando del caos che si verrà a creare in Germania per le imminenti olimpiadi. Naturalmente Paul accetta il lavoro da killer, e naturalmente tale incarico non si rivelerà dei più semplici... Questa volta si ha l'impressione che Deaver abbia voluto diminuire la quantità di colpi di scena che lo hanno giustamente reso famoso, dopo l'abbuffata de "L'uomo scomparso" (dove effettivamente se ne trovava davvero uno per pagina), per scrivere un romanzo meno spettacolare e più realistico. Se questo sia un fatto positivo o negativo lo può decidere il lettore; per quanto mi riguarda ho apprezzato, e continuerò ad apprezzare, la vertigine senza fine che si viene a creare in romanzi quali "La scimmia di pietra", "La lacrima del diavolo" e le altre gemme del nostro beneamato (dove ogni colpo di scena arriva con la forza di uno shock). E, nonostante il grande numero di thriller di ambientazione nazionalsocialista che ci sono in circolazione (e che per me cominciano a diventare un po' indigesti dopo la grande abbuffata: ho appena finito la trilogia berlinese di Philip Kerr, il thriller di Jorge Volpi, quello di Leonardo Gori, un libro sulle origine occulte del nazismo e altri romanzi ambientati in tale periodo storico) il mio giudizio finale è positivo (anche per il fatto che il romanzo è uscito prima in Italia, scavalcando persino gli USA, fatto che conferma il grande amore del nostro pubblico per Deaver, e la riconoscenza dello scrittore nei nostri confronti). Però spero nel ritorno di un Deaver meno pacato e più propenso a colpire ripetutamente allo stomaco; non resta che aspettare novembre con l'uscita della raccolta dei suoi racconti: "Spirali". Niccolò |
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Jeffery Deaver "L'uomo scomparso" (Sonzogno)
![]() Ritrovare il detective Lincoln Rhyme e la sua assistente Amelia Sachs è sempre un piacere; ormai sono diventati dei personaggi con una vita propria, e quasi si arriva a credere che da qualche parte nel mondo esistano veramente. In questa nuova avventura si avvalgono anche dell'aiuto di Kara, un'aspirante illusionista con dei problemi familiari, perché le indagini si svolgono nell'ambiente del circo e della magia; l'imprendibile "Negromante" dai mille trucchi e travestimenti, sembra proprio riuscire a mettere in scacco anche l'intelligenza di Rhyme & C. All'inizio l'ambientazione e l'atmosfera ricordano alcuni dei romanzi della O'Connell ed è una cosa che da Deaver non ti aspetti, lui è condannato ad essere originale a tutti i costi. E proprio questa sua condanna ai colpi di scena sta diventando un po' anche il suo limite, una sorta di gabbia. Il romanzo come al solito scorre che è un piacere, la storia si legge tutta d'un fiato, ma questa volta la trama è piuttosto banale, e l'ambientazione nel mondo dell'illusionismo sembra solo un pretesto per giustificare le sue "diversioni". La sua prevista imprevedibilità sta diventando un po' troppo prevedibile; sai già che quello che leggi potrebbe essere ribaltato nelle pagine successive, e continui la lettura con il freno a mano tirato, senza lasciarti troppo andare nella storia. Forse nel prossimo libro tutto cambierà ancora una volta; del resto è quello che ci si aspetta da Deaver. Emanuela ![]() Jeffery Deaver è tornato, e anche Lincoln Rhyme è di nuovo tra noi... e cosa succede solitamente in questa circostanza? Si tiene d'occhio la libreria di fiducia nel periodo previsto di uscita del romanzo, e quando finalmente lo si acquista, ci si aggira con il libro stretto gelosamente tra le mani, facendo caso ad altri appassionati (adepti?), degli sconosciuti che conservano con la stessa bramosia l'agognato volume... Questa volta l'investigatore quadriplegico e la sua energica (e adorabile) assistente agente Amelia Sachs (qui in vista di promozione al grado di sergente) devono vedersela con un sadico (ma dotato di un certo senso dell'onore) illusionista, il Negromante, abile in tutte le specialità di quella che spesso viene erroneamente chiamata "magia" e, soprattutto, nella tecnica del depistaggio... Come ogni buon illusionista, il cattivo di turno è misterioso, carismatico, oscuro e ricco di risorse, e stavolta, più che nei casi precedenti, il nostro investigatore dovrà sudare alquanto per non farsi distrarre dalla ricerca della verità, celata sotto i mille veli dell'inganno... verità che verrà portata a galla grazie alle infinite risorse dell'investigazione scientifica (che ormai conosciamo bene grazie anche al premiato telefilm "CSI", che qui viene pure citato), l'arma forte che va oltre le inattendibili testominianze delle persone coinvolte nel caso... testimonianze (ce ne sarà persino una di Rhyme!) che, come ormai ben si sa, sono quasi sempre (vuoi per malizia o per umani limiti) parzialmente o totalmente inattendibili. Dire di più sarebbe un "delitto"; come ogni altro romanzo di Deaver (escluso "Pietà per gli insonni") questo è un thriller assolutamente imperdibile e che si legge senza mollarlo un istante; ritmo serrato, atmosfera tesa, colpi di scena a go-go... c'è però da rilevare come il finale, che a detta dell'autore dovrebbe essere imprevebile, per il vostro recensore non lo sia stato affatto (contrariamente al precedente "La scimmia di pietra")... ma i neofiti resteranno certo di sasso. A questo punto cosa dire di Deaver che non sia già stato detto... fa sembrare banali i thriller di altri autori anche affermati, è sempre stato egli stesso un illusionista, un maestro nel mostrare quello che vuole fare credere e nel celare, fino al momento giusto, la verità... Certo, delle trame così contorte possono sembrare un po' irreali (ma se cercate la realtà, qualunque cosa sia, ce n'è in abbondanza lì fuori), ma è proprio quello il bello: creare una sensazione quasi metafisica intorno ai due giocatori della partita, l'investigatore immobilizzato ma geniale, e il cattivo imprendibile e diabolico dalle mille maschere. E in fondo non scriveva anche Eco che il poliziesco è un po' come la metafisica... entrambi non ricercano il colpevole, colui o Colui, che si cela dietro a tutto (dietro alla penultima verità)?!? L'uomo chiamato Giovedì sarebbe d'accordo... Niccolò |
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Jeffery Deaver "Il silenzio dei rapiti" (Sonzogno)
![]() E così anche i sordomuti, apprendiamo dal romanzo di Deaver, hanno i loro piccoli pregiudizi e razzismi; verso gli Altri, che saremmo noi che beneficiamo del senso dell'udito, e verso varie tipologie di coloro che soffrono di vari livelli di sordità. C'è persino l'orgoglio della condizione... non si smette mai di imparare e di stupirsi del variegato mondo degli esseri umani. Il pullman di una scolaresca di ragazze sordomute si ferma in prossimità di un incidente stradale, e viene così preso d'assalto da tre loschi figuri, evasi di fresco da un penitenziario federale (e autori dell'incidente). La giovane maestra del linguaggio americano dei segni, Melanie, li identifica come Caio, il leader freddo e spietato, Orso, quello enorme e lussurioso, e Ermellino, quello snello e nervoso. Essi catturano il pullman con le occupanti, e si rifugiano poi in un mattatoio abbandonato della zona. Subito la polizia locale e l'FBI circondano l'edificio e cominciano le operazioni di trattativa per il rilascio degli ostaggi. A dirigere il negoziato viene chiamato l'anziano agente Arthur Potter, e non si tratta certo di un compito facile, dovendo gestire poliziotti dal grilletto facile, giornalisti d'assalto, squadre speciali che scalpitano per entrare in azione, un viceprocuratore con il vizio di mettere i bastoni tra le ruote... e soprattutto Caio, ovvero Handy, un fuggitivo molto strano, troppo strano per l'esperienza di Potter, che comincia a sospettare che sotto ci sia qualcosa di più di una semplice evasione con ostaggi... Ancora una volta il maestro ("Il più grande scrittore di thriller dei giorni nostri" recita The Times) ha fatto centro, con un thriller magistrale e teso, allietato da un paio di colpi di scena mozzafiato (ma devo ammettere che stavolta li avevo abbastanza anticipati). A quando le traduzioni dei numerosi romanzi rimasti ancora inediti e dei racconti? Niccolò |
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Jeffery Deaver "Pietà per gli insonni" (Sonzogno)
![]() Nonostante un titolo affascinante e la fama dell'autore (che io adoro), devo dire che questo romanzo è una delusione pazzesca (la prima che ricevo da un mito di tale portata). E' vero che si tratta di uno tra i primi lavori dell'ex-giornalista, ex-avvocato, ex-compositore di canzoni folk, ma che abisso con i romanzi più recenti! Di solito se comincio un libro di Deaver, il mondo esterno può anche crollare che io non ci faccio caso, resto avvinto finchè non lo metto giù; stavolta ho fatto fatica a leggere le prime trenta pagine, scritte (o tradotte?) male peraltro... e poi l'ho posato anzitempo, e non credo che lo raccoglierò più. Tutti gli altri suoi lavori tradotti in italiano sono altamente consigliati, ma questo evitatelo come il fuoco (e pensare che in un sito ho letto un commento di un lettore, o lettrice, non ricordo bene, che diceva che secondo lui/lei era la cosa migliore di Deaver!). Niccolò |
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Jeffery Deaver "La scimmia di pietra" (Sonzogno)
![]() Ritorna il grande Lincoln Rhyme con la sua aiutante/amante Amelia Sachs in un'avventura un po' diversa dal solito, o almeno così è parsa a me. Infatti questa volta il cattivo di turno ha il soprannome "Ghost" ed è uno dei traghettatori di clandestini cinesi. Solo che non è solo questo, è anche un imprendibile ed imprevedibile assassino e molto di più. Rhyme ha il compito di trovare il Fantasma, prima che lui trovi e uccida i superstiti del naufragio della barca con cui è arrivato negli States e che lui ha volutamente affondato con la dinamite, per non essere arrestato. In questa ricerca Rhyme troverà in Sonny Li un alleato inaspettato e incredibilmente in grado di tenergli testa e anche di superarlo, grazie alle sue intuizioni intrise di filosofia e saggezza cinesi. Deaver ci ha ormai abituato ai suoi colpi di scena in grado di cambiare completamente le carte in gioco; e questa sua prevedibilità fa sì che il lettore rimanga sempre sul chi va là e non si lasci mai andare nell'apparente sicurezza della vicenda. A me personalmente è capitato di dubitare della sincerità di Li, e non sono riuscita a farmelo apparire simpatico fino alla fine del libro! Comunque in questo caso Deaver usa bene i colpi di scena, che arrivano sì abbastanza inaspettati, ma non gratuitamente. Il libro si legge con piacere, i personaggi sono tutti ben delineati ed interessanti, la vicenda non ha un attimo di pausa, ma secondo me la debolezza di questo libro è la storia. Questo imprevedibile Ghost non ha il carisma e la cattiveria dei serial-killer a cui ci ha abituato Deaver (forse perchè è più realistico... ndNico), sembra un po' poco ingegnoso, meno una minaccia incombente, e questo rende la tensione molto più bassa. E' comunque un libro di buon livello, in attesa di un altro sicuro capolavoro di Deaver, magari il prossimo... Emanuela ![]() E' tornato l'investigatore più geniale di New York. Costretto su di una sedia a rotelle, prigioniero in un corpo quasi completamente immobile, Lincoln Rhyme riesce sempre (o quasi) a capire tutto dalla sua postazione, il suo quartiere generale, l'appartamento di Manhattan pieno di macchinari da cui coordina i suoi aiutanti, la bella e giovane (ma sofferente di artrite) Amelia Sachs, l'agente Fred Dellray dell'FBI e vari esperti della scientifica. Dopo aver brillantemente risolto i casi del "Collezionista di ossa", dello "Scheletro che balla" e dell'"Insetto", questa volta si ritrova a dover fermare "lo Spettro", un astuto e spietato trafficante cinese di esseri umani, quello che in gergo viene chiamato "testa di serpente" (tanto per capirci, come gli scafisti che portano illegamente in Italia i disperati di altri paesi). La mente sottile di Lincoln, al solito, ha previsto l'arrivo della nave dove ci sono diverse famiglie di dissidenti politici che sono fuggiti dalla Cina (e dalle "gioie" del comunismo), per trovare riparo nella terra delle opportunità... e quando lo Spettro si accorge di essere stato individuato, decide di far saltare in aria la nave e di far affondare i clandestini che sta trasportando. Ma qualcuno riesce a salvarsi, e comincia così la caccia spietata ai testimoni che potrebbero riconoscerlo... e comincia pure la caccia a questo nuovo "mostro" creato da Deaver. Ad aiutarlo nella caccia per le vie di Chinatown un poliziotto cinese, che riuscirà qualche volta a superarlo nelle deduzioni per mezzo della pura superstizione (o saggezza?) cinese. Chi conosce e apprezza l'autore si aspetta colpi di scena e rivelazione a sorpresa, cose che certo non mancano in questo romanzo, ma che sono forse meglio equilibrati (nel senso di pochi ma buoni, anzi tosti!) qui che nei romanzi precendenti. Il re delle scimmie attende la sua opportunità di togliere il proprio nome dal registro dei vivi e dei morti... consigliatissimo, come ogni altro romanzo dell'autore, agli amanti del thriller e del giallo. Niccolò |
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Jeffery Deaver "Profondo Blu" (Sonzogno)
![]() Geek o Nerd in America, Otaku in Giappone. In tutto il mondo semplicemente Hacker, del tipo sociopatico. In principio ci fu un film, "War Games", che ci mostrò il pericolo (o l'espressione di libertà?) di insospettabili ragazzini che riescono a introdursi nei server della Nasa e dell'Esercito Americano (Internet nasce per applicazioni militari e di sicurezza nazionale). Ragazzini dall'intelligenza superiore, e per questo rifiutati dai coetanei. In uno di essi, dentro, si può spezzare qualcosa, oppure si è solipsisti per natura, ed ecco che un innocuo gioco di ruolo da nerd della rete (Multi User Dungeon) si trasforma in una caccia mortale. Ecco che l'ennesimo mostro di Deaver, questa volta Phate, definisce il proprio territorio di caccia, e lo trova tra i cuori e le menti solitarie di Internet. Ti spia, legge le tue mail, sa tutto di te, e poi si mimetizza, finge di essere un amico, un familiare, un amante. E ti bracca, si avvicina sempre di più (minore è la distanza, maggiore è il punteggio), fino a pugnalarti. Poi cambia maschera, ogni volta, nessuno conosce la sua vera identità. La polizia, che brancola nel buio più completo, è costretta così a rivolgersi a Gillette, un geniale Hacker rinchiuso in prigione, criminale informatico incallito dal cuore d'oro, ex-socio di scorribande cyberspaziali di Phate. Come in ogni romanzo di Deaver i colpi di scena si sprecano, e forse è diventato tutto un po' prevedibile: se la polizia trova la tana del killer, lui non sarà dentro e la farà esploderà a distanza. Si tratta di un buon romanzo di genere, ma resta la vaga impressione che lo schema di base delle trame di questo geniale autore cominci a mostrare la corda. Un appunto finale per le preoccupate associazioni genitori-insegnanti; è comunque più facile incontrare psicopatici nel mondo reale che in quello della rete.
Niccolò ![]() Dopo "La sedia vuota" che mi aveva francamente deluso, Deaver torna in ottima forma con questo romanzo ambientato nell'universo informatico. Conoscendo lo scrittore, mentre procedevo nella lettura, ero piuttosto all'erta, aspettandomi più di uno dei suoi famosi colpi di scena. Francamente nei romanzi successivi allo splendido "Il collezionista d'ossa", queste sorprese inaspettate non avevano giovato particolarmente alla qualità, erano sembrati gratuiti e ingiustificatamente spiazzanti. Qui invece Deaver ritrova il giusto registro e non esagera con i cambiamenti di fronte. Sì, c'è sempre qualcuno che non è chi si crede, ma ciò non comporta una completa rilettura mentale di tutto ciò che si è appreso fino a quel momento. Probabilmente felice è anche l'ambientazione, nel mondo degli hacker, nel "Profondo Blu" di Internet. Il protagonista è Wyatt Gillette, un hacker al servizio momentaneo dell'Unita Crimini Informatici nella Silicon Valley capitanata dal detective Bishop, contro il terribile Phate, un hacker che non sa più distinguere far reale e virtuale e sta portando avanti un gioco di ruolo uccidendo persone reali, per poter guadagnare il maggior numero di punti possibile. Il tutto si svolge fra mosse e contromosse nell'universo informatico, software geniali in grado di incenerire un hard-disk a distanza, travestimenti da "social engineering", inseguimenti sul filo dei secondi, amori e odii, informazioni sugli albori del progresso informatico, preoccupanti intrusioni nelle banche dati mondiali... Chiudi il libro e ti chiedi se veramente da qualche parte, nel mondo di Internet, in questo momento ci siano un Phate e un Gillette che stanno combattendo una battaglia infinita; e la cosa non ti sembra così improbabile... Emanuela |
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Jeffery Deaver "La lacrima del diavolo" (Sonzogno)
![]() E' uscito anche in edizione economica uno dei capolavori di Deaver, scrittore imperdibile per gli appassionati del giallo e del thriller d'autore. Il romanzo parte con la "prestazione" dell'assassino di turno, questa volta il Becchino, e la presentazione del piano diabolico che lo scatena a intervalli di quattro ore per le strade della città di Washington. Il problema è che il Becchino è uno psicopatico puro che, una volta attivato, non si ferma più, e il mandante, l'unico che possa bloccare questa perfetta macchina di morte una volta ricevuti i milioni di dollari richiesti, muore quasi subito, finendo stupidamente sotto una macchina proprio quando sta per diventare miliardario... e così la polizia si troverà a dover impedire un'altra strage basandosi unicamente sulla lettera scritta dal cadavere che giace nell'obitorio di medicina legale. Solo un esperto grafologo può cercare di mettersi sule tracce del Becchino... e scoprire quale segreto nasconda "la lacrima del diavolo", il particolare puntino sulle i che appare nella lettera di richiesta. La tensione è alle stelle, non mancano colpi di scena che vi lasceranno con la bocca spalancata stile Munch, e poi inseguimenti, sparatorie e indagini al limite della logica umana... solo non ho ancora capito cosa siano i "Chi" che tanto piacciono ai figli del grafologo. Un ottimo thriller, sia per gli amanti del giallo puro che per quelli che adorano i brividi lungo la schiena. Niccolò |