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Luca Di Fulvio "Dover Beach" (Mursia)
![]() Di Fulvio è ormai una certezza nel panorama noir italiano, e qualunque suo libro può essere comprato a scatola chiusa e non ha assolutamente nulla da invidiare ai più quotati scrittori americani o inglesi. La storia non lascia mai un attimo di respiro, i personaggi sono molto umani, mai solo buoni o solo cattivi; ciascuno nasconde in sè un'ombra, un segreto, un dubbio, una debolezza... L'unico difetto di questo libro è l'inizio molto faticoso e criptico. Si prosegue nella lettura con difficoltà, tutto sembra poco chiaro, entriamo nei pensieri dei personaggi senza avere ancora un'idea di chi siano... Di Fulvio sembra ci metta molto a carburare, ma quando finalmente parte è capace di costruire un romanzo perfetto, malinconico e duro allo stesso tempo. E' una storia di bambini violati, vendette del passato che si ripercuotono nel futuro, di amori nascosti e impossibili, di traumi e di dubbi, di gay e pedofili, prostitute e travestiti, serial killer e malati di mente, di persone senza speranze e di vittime che non sono quello che dovrebbero essere. Raccontare la trama sciuperebbe la lettura. Il romanzo va assaporato pagina per pagina, lasciandosi trasportare in questo mondo molto vero e molto buio, il cui fulcro è un locale malfamato, il "Dover Beach". Abbiate pazienza, continuate nella lettura anche se le prime 50 pagine sono veramente ostiche; ne vale la pena. Emanuela |
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Luca Di Fulvio "Zelter" (Zelig)
![]() Può esistere una storia di vampiri che sia originale? "Zelter" lo è. Pur usando gli schemi classici di una storia di vampiri Di Fulvio crea una storia affascinante, con personaggi che ti entrano nelle ossa e un'atmosfera plumbea senza essere gotica. Il protagonista è Zelter, titolare di un'impresa di pompe funebri. Tutti i giorni per lui sono uguali, ripete sempre gli stessi movimenti ed anche i suoi dipendenti entrano in questo meccanismo ripetitivo da quarant'anni. Isaac è sempre stato il suo fido collaboratore, e le frasi che si scambiano sono sempre invariabilmente le stesse. Eppure Zelter nasconde un segreto, una stanza segreta, una porta chiusa a chiave e che lui apre solo di sera, quando tutti se ne sono andati a casa. Tutte le sere da quarant'anni Zelter apre quella porta e risveglia la sua sposa, una vampira gelida e altera. Il romanzo comincia quando Zelter comincia a rendersi conto di tutto questo, prende coscienza della ripetitività dei suoi gesti, e comincia a chiedersi perché. E allora comincia a farsi domande sulla vita che c'è oltre al suo negozio, ritorna indietro al proprio passato, al padre che lo ha abbandonato con una sorta di disgusto, alle giornate passate da solo, al suo desiderio di non seguire le orme del padre, di studiare chirurgia all'università... Tutto questo fino a ventidue anni, quando qualcosa capita nella sua vita e lui si ritrova lì, in quell'impresa di pompe funebri, come suo padre prima di lui. Tutto questo comincia a stargli stretto, e comincia a guardarsi intorno. Per la prima volta accetta l'invito a cena di Isaac, e da lì cominciano i guai. Un autore assolutamente da tenere d'occhio. Emanuela |