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Valerio Evangelisti "Black Flag" (Einaudi)
![]() Ritorna Pantera, il personaggio nato dalla fantasia di Evangelisti nel precedente volume di racconti "Metallo Urlante" che, già dal titolo, esibiva come fonti di ispirazione, da una parte i fumetti d'avanguardia dell'omonima collana francese (fin dalla copertina di Druillet), che a loro volta traevano linfa e suggestioni dall'Heavy Metal musicale, che a sua volta traeva il nome da una droga inventata da William Burroughs in una delle sue innumerevoli scorribande psycho-spaziali, il metallo pesante... Dicevo da una parte l'ispirazione è arrivata dai Metal Hurlant... e poi soprattutto dal mondo musicale dell'Heavy e del Death Metal, con band storiche (peraltro tra di loro molto differenti) come Pantera (appunto), Sepultura (il racconto più pazzesco della raccolta), Venom e Metallica (niente Slayer?!?). In certi casi l'influenza della band eponima andava ben oltre il titolo del racconto e coinvolgeva parte della narrazione, come nel caso del "palero" Pantera, pistolero e stregone che doveva affrontare i "cowboys from hell" (celebre canzone del gruppo Heavy texano) In questo nuovo romanzo, che nella struttura ricorda un po' quelli di Eymerich, con i continui e ormai celebri salti tra futuro e passato, ritroviamo Pantera a zonzo per un selvaggio West che sta a metà tra Edgar Allan Poe e Sergio Leone, questa volta con l'incarico di "terminare" un uomo lupo di nome Koger, di cui poi diverrà quasi amico sotto l'egida della bandiera nera (Black Flag, rinomata band punk nichilista), un gruppo di violenti anarchici che impazzano per il Missouri, durante la guerra di secessione. Prima prigioniero della banda, poi membro effettivo, una volta che il "wild bunch" avrà assistito a una dimostrazione di potere da parte delle forze di evocazione di Pantera (peraltro inattesa dallo stesso stregone), anche se non è detto che non sia in arrivo la punizione per quelli che credono di essere suoi alleati... E chi sarà mai la crudele ma affascinante Lilith, prigioniera in un mondo di esseri umani ridotti a un'esistenza da animali braccati, gli uni dagli altri? Come già accaduto nei romanzi dell'inquisitore che l'hanno reso celebre, Evangelisti ama spiazzare inizialmente il lettore con episodi che sembrano slegati tra di loro, mantenendo però, e con presa sicura, i fili di una vicenda, che andrà, in breve, a dare corpo a un arazzo completo e piuttosto soddisfacente. Niccolò |