Philip J. Farmer
"Un mestiere difficile" (Giallo Mondadori n.2688)

copertina originale

Il nome del nostro sito ha avuto origine da qui. Il titolo originale del romanzo è "Nothing burns in hell" (come si può vedere anche dalla riproduzione della copertina originale), e avevo in mano questo nel momento in cui, verso i primi di dicembre, la mia amica Emanuela mi chiese di consigliarle il titolo per il sito che voleva far realizzare a una sua amica (e che poi invece ho interamente costruito io).
Al solito, quando cerco un nome, mi metto a sfogliare i libri che ho vicino.
Bene, dopo la genesi del nome del sito, passiamo a parlare di questa vicenda gialla-noir-pulp-hard boiled del 1998, ricordandoci che il vecchio Farmer ha sempre scritto dell'ottimo Pulp, e che Pulp non significa solo poliziesco delirante e tragicomico nell'accezione acquisita in epoca post-Tarantino (anche se in questo caso è proprio di quello, che si tratta, di una storia grottesca).
Come molti dei personaggi di Farmer, e probabilmente Farmer stesso, il protagonista Thomas Corbie è un essere umano molto umano, con una moglie neopagana ed ex-spogliarellista, dei vicini chiassosi, dei casi districati da sciogliere. A lui piacciono le squinzie e i casi che possono tramutarsi in trappole (visto che sente l'odore della trappola e ci si infila ugualmente), sempre che appunto, e in piena tradizione noir, vengano proposti da squinzie sexy e danarose (il nostro eroe deve pure estinguere un debito).
Che è poi quello che accade al nostro, accettando di accompagnare e proteggere una cliente in un cimitero dove avverrà la consegna di una cifra in denaro a un ricattatore che la perseguita (queste le affermazioni della donna).
1.000 dollari per un compito in apparenza semplice.
Peccato che la curiosità di Corbie lo porterà a inseguire i deformi corrieri, che si sono pure messi a sparare e a sfoggiare coltelli nel cimitero, ferendo la stoica cliente: Corby finisce così in una strana cittadina, Goofy Ridge, dove c'è questa famiglia di freaks che lo cattura...
Il caso si fa sempre più intriccato e, scampato miracolosamente dalle grinfie dei ritardati, finisce poi a districarsi tra i complotti che riguardano una ricchissima e decadente famiglia della sua città, gli Allinger.
Dire di più sarebbe un delitto, come per ogni giallo che si rispetti, certo che questo non è un noir convenzionale, unendo dosi di suspence pesante a umorismo nero in abbondanza e persino, perchè no, citazioni colte.
Il vecchietto (Farmer è nato nel 1918) dimostra di essere più arzillo, e arrapato e in gamba che mai.
Dimenticavo, la frase completa dell'anonimo monaco medievale tedesco è "niente brucia all'inferno salvo il libero arbitrio".

Niccolò

Philip J. Farmer "L'immagine della bestia" (Fanucci)


Le avventure di Herald Childe, che continuano nel volume "Nelle rovine della mente", sono una bestia strana nel campo della narrativa fantastica e, secondo me, hanno pure ispirato tutto un filone di film d'animazione giapponesi come "Urotsokidoshi" e similari.
Le mosse dell'indagine di Childe prendono l'avvio dal solito ritrovamento di una pellicola contenente un film porno amatoriale che finisce nel sangue (ma il romanzo di Farmer è antecedente ai film che trattano lo stesso argomento).
Le ricerche porterano presto, soprattutto dopo che sarà scomparsa la donna del nostro eroe, la sensuale Sybilla, in una strana villa dove vive il barone Igescu insieme alle sue diaboliche amanti e sarà lì che, con un misto di orrore e piacere, Childe scoprirà il sesso soprannaturale (come giustamente viene definito nel retro di copertina), senza confini e oltre i limiti del corpo umano...
Elevando così la soglia di tolleranza della sensualità perversa che abita nelle storie di vampirismo, anche se non manca dell'umorismo, visto che il barone, fin dal video, indossa una dentiera da vampiro chiaramente fasulla, pur essendo un vero non-morto.
Memorabile poi la scena in cui Childe apre i cassetti in una stanza della villa, e trova delle pelli umane, tra cui quella di Colben, la vittima del filmino...
Un romanzo scritto con l'intento di essere pulp, godibile e divertente (in certi momenti anche inquietante), obiettivi che centra in pieno grazie all'abilità di uno scrittore colto e sagace.

Niccolò

copertina originale