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Carlos Eduardo Feiling "Il male minore" (Fanucci Dark)
![]() Se riuscite a immaginare un punto d'incontro perfetto tra la (ludica) raffinatezza intellettuale del suo connazionale Borghes, il mondo oscuro e malvagio di Lovecraft e lo gnosticismo virato in chiave postmoderna, allora potreste farvi una vaga idea di quanto sia grande questo romanzo di Feiling. La vicenda, di cui non si può raccontare troppo (è ricca di colpi di scena), comincia in maniera simile a "L'inquilino del terzo piano" di Polansky (e Topor); una vicina di casa che si lamenta per i rumori, in questo caso di tacchi, continui e fastidiosi. La disinibita e tossica Inés, proprietaria insieme all'amico Alberto di un ristorante, che si è trasferita da poco nel nuovo appartamento di un quartiere povero di Buenos Aires, non sa che questo è solo l'inizio di una vicenda che farà sprofondare lei, e quelli che le sono vicini, primo tra tutti il suo amante, e in seguito la veggente e il figlio di quest'ultima, tale Nelson Floreal, i due 'demiurghi' che cercheranno di aiutarla a eludere una terrificante incarnazione del male puro. All'inizio sembra di trovarsi in una "normale" vicenda di casa infestata, ma come si vedrà, procedendo nella lettura, la situazione è molto più complessa (e pericolosa), dal momento che il male colpirà i protagonisti anche a distanza (a Cuba, durante una vacanza!). Questo romanzo è originale, imprevedibile, ben scritto (di un livello letterario superiore a quello di altri pur bravi mestieranti del genere) e riesce nell'intento di narrare una storia dalle tinte fosche e che inocula una sottile, ma decisa, sensazione di inquetudine nell'animo del lettore. Niccolò |