Elena Ferrante "I giorni dell'abbandono" (Edizioni e/o)


Mi aveva incuriosita la storia di questa misteriosa Ferrante, una brava scrittrice, di cui nessuno sa niente. Avevo visto il film tratto dal suo precedente "L'amore molesto" e mi era rimasta la voglia di leggerne il libro; ho rimediato con questa sua seconda opera.
Sicuramente questo romanzo è consigliato maggiormente ad un pubblico femminile, perché scava nei sentimenti, nel cuore, nei pensieri di una donna, che è La donna.
Olga viene lasciata dal marito, rimane con due figli e il cane, e da lì parte una spirale di angoscia e di dolore che la porterà molto vicina all'annullamento, alla completa alienazione, in un luogo vuoto in cui non c'è più niente, né l'amore per sé, né l'amore per i figli, né l'amore in generale.
Olga rimane vittima dei propri pensieri ricorrenti, ossessivi, della sua paura di no sapersi organizzare, di non riuscire a cavarsela da sola. E anche i figli diventano un peso, diventano fonte inconsapevole di crudeltà, un coltello nel cuore; e anche il cane è qualcosa di estraneo, viene lasciato morire, lei è lì ad accarezzarlo, e chissà come è morto.
Olga arriva al completo azzeramento dei pensieri e dei sentimenti, e poi lentamente ne riemerge, con dolore, con disillusione, ferita quasi mortalmente, ma è viva.
Non c'è niente di consolatorio nella storia che ci racconta la Ferrante, è solo la tragica realtà.

Emanuela