Alex Garland "Black Dog" (Bompiani)

copertina originale

Avevo adorato "The beach" (non male anche il sottovalutato film con Di Caprio che ne è stato liberamente tratto), e di nuovo il giovine (mio coetaneo) Alex ci porta in località esotiche, questa volta a Manila, tra climi afosi e vite in pericolo.
Il titolo originale del romanzo è "The Tesseract" che, come viene anche spiegato verso la fine (della vicenda e della vita di Sean, uno dei protagonisti), è un cubo a quattro dimensioni.
Come immaginare un tesseract? Bhe, il quadrato è a due dimensioni, il cubo a tre, il tesseract a quattro, praticamente sono una serie di cubi che occupano lo stesso spaziotempo tridimensionale, così come un cubo sono una serie di quadrati che occupano lo stesso spazio bidimensionale in momenti diversi.
Ho reso l'idea (comunque c'è un disegno esplicativo del tesseract sviluppato in 3D nella pagina del capitolo 4.3)?
Uno, a questo punto, si chiederà cosa possa centrare un tesseract con le vicende di diversi personaggi... infatti il romanzo è diviso in tre parti, con protagonisti differenti che arrivano a incrociarsi nel drammatico finale, come per un gioco malvagio del destino.
C'è il solito ragazzo inglese, Sean, nella solita stanza afosa che attende qualcosa, in questo caso la visita del boss locale, Don Pepe, c'è la storia romantica e dolente di Rosa, una donna coraggiosa, e poi c'è Alfredo, lo psichiatra che si prende cura di Vincente e Totoy, due ragazzini di strada.
Il collante tra le tre storie arriva con la fuga di Sean, che nella sua corsa frenetica arriverà a incrociare gli altri abitanti di Manila, di cui si parla diffusamente per il romanzo.
Cos'è il cane nero?
Forse il destino che si nasconde tra le pieghe multidimensionali di quel tesseract che è la nostra esistenza...

Niccolò

il tesseract, o ipercubo