William Gibson "Aidoru" (Mondadori)


Non il più recente, ma certamente uno tra i migliori romanzi di William Gibson.
L'avventura di Colin Laney, net-runner, cowboy della console e sensitivo di punti nodali nell'analisi di database e della realtà stessa, comincia in un locale di Tokyo dove è stato inviato dal corpulento guardiano notturno Rydell.
Il locale, "Cubo della morte K", molto alla moda e ispirato ai mondi letterari di Kafka (oltre che alla band di Bill Laswell, Death Cube K), è il luogo di incontro con i suoi misteriosi datori di lavoro, che lo incaricano di esaminare i punti nodali relativi a Rez, un celebre cantante rock.
Da quel momento comincia una strana indagine che porterà sia lui che Chia, una giovane fan di Rez e vagabonda del cyberspazio, a scoprire i misteri e le insidie di una Tokyo del futuro nemmeno troppo lontano, dove palazzi simili ai dipinti di Giger della serie di NY, composti da sciami di nano-tech, si agitano di notte (titolo del capitolo "Il crollo di nuovi edifici"; un piccolo quiz, indovinate a quale band tedesca esso si riferisce).
Raccontare altro sarebbe un delitto... in definitiva un must per amanti del cyberpunk e del postmoderno, meno noioso del precedente "Luce virtuale" e ricco di spunti interessanti.

Niccolò

l'aidoru Aki