Jean-Christophe Grangé "Il concilio di pietra" (Sonzogno)


Diane è bella, giovane e determinata, è campionessa di arti marziali e studiosa di etologia. E odia gli uomini.
Sente che per lei è venuto il momento di avere un figlio e decide così di andare fino in Thailandia per adottare il piccolo Lucien. E non sa che la sua scelta si trasformerà ben presto in un incubo senza uscita.
Lucien cadrà in coma dopo un incidente di automobile non troppo casuale e tutti quelli che cercheranno di aiutare la ripresa del piccolo moriranno in maniera atroce.
A Diane non resta che indagare sul misterioso passato del bambino.
Grangé è uno tra i più grandi autori di thriller europei, e forse, del mondo intero. I suoi libri non sono mai banali, non ci sono le stucchevolezze da legal thriller a cui è abituato il gregge dei lettori da classifica, solo buone trame imbastite intorno ad argomenti oscuri e attuali allo stesso tempo.
Dopo il sanguinoso viaggio fino a Calcutta de "Il volo delle cicogne" e l'eugenetica alpina de "I fiumi di porpora", questa volta il lettore viene gettato nella misteriosa tundra sovietica, dove si nascondono i segreti più agghiaccianti.
Lettura consigliatissima dei tre romanzi, nessuno escluso.

Niccolò