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Susan Hill "La donna in nero" (Polillo)
![]() Pubblicato in Inghilterra nel 1983, solo ora viene pubblicato anche in Italia. E ne valeva la pena. Una classica ghost story come solo gli inglesi sanno scrivere, con tutti gli elementi che uno si aspetta da questo genere di romanzi. Niente di nuovo dunque, eppure lo si legge con la coda dell'occhio che inevitabilmente controlla che la porta della stanza in cui siete sia chiusa. Protagonista è un giovane avvocato londinese, Arthur Kipps, che viene mandato a controllare gli incartamenti di una vecchia cliente, in uno sperduto villaggio paludoso e nebbioso, in una casa isolata e dall'aspetto sinistro. Kipps è un giovane entusiasta e bada poco ai silenzi degli abitanti del villaggio, e agli sguardi terrorizzati quando rivela di aver visto una strana donna in nero. Addirittura decide di passare la notte in quella casa isolata e temuta. Ma quello che gli capiterà difficilmente potrà dimenticarlo. E il romanzo infatti racconta il tutto come un flashback del Kripps di molti anni dopo, e che, nonostante tutto il tempo trascorso, non è ancora riuscito a liberarsi dall'incubo di quegli avvenimenti. Una classica storia di fantasmi e di porte chiuse, come "The Others" in un parallelo cinematografico, capace di far paura con pochi elementi risaputi eppure ancora così spaventosi. Incredibile quanto possa ancora fare paura una porta prima chiusa e poi aperta. Emanuela |