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Michel Houellebecq "Lanzarote" (Bompiani)
![]() Un romanzo piuttosto breve, circa 75 pagine (il resto sono fotografie dei paesaggi lunari e marziani dell'isola), e autobiografico, su di una vacanza dell'autore a Lanzarote. L'inizio è fulminante e già comico, con la laconica visita in un'agenzia di viaggi e la scelta quasi casuale della destinazione per non passare il solito gennaio nella solitudine di Parigi. Arrivati (l'autore, e noi con lui) sull'isola, cominciano i commenti sui vari turisti, nessuno è risparmiato, dai vecchi inglesi che amano annoiarsi anche in vacanza, agli italiani che vanno dietro ai bei culi femminili, ai francesi stessi, con la puzza sotto il naso... Fin dalla prima escursione, Michel prende in simpatia un grassoccio belga, dall'aria rassegnata e triste e cerca di coinvolgerlo nelle gite, insieme a due giovani e disibite ragazze tedesche, che finiranno, come inevitabile, con darla al nostro eroe. Il belga, Rudi, non si fa coinvolgere dai giochi erotici dei tre, e alla fine decide invece di entrare in una setta ("tanto non ho niente da perdere") ufologica di origini francesi, ma che si è stabilita permenentemente sull'isola. Non racconto il finale, basti dire che c'entra lo zampino della setta che predica l'amore universale, forse anche troppo universale. Una di quelle sette secondo le quali la razza umana è stata creata da una aliena... e chi ha creato quella aliena? Ma un'altra aliena, naturalmente, e così non spiegano nulla (ma scopano molto). Meno male che ogni tanto se ne esce 'sto scrittore francese con un libro che mi fa ridere, nonostante l'amarezza di fondo e il nichilismo cinico che permeano il tutto. Niccolò |
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Michel Houellebecq "Contro il mondo, contro la vita" (Bompiani)
![]() Questa è una biografia, su di uno scrittore che è scomparso a Providence nel 1937, ma è simile, su stessa ammissione dell'autore, a un romanzo. Houellebecq è universalmente conosciuto per i suoi romanzi nichilisti, che vengono definiti pornografici, ma questa volta ci parla di quello che considera, fin da adolescente, il suo autore preferito. Parliamo di un uomo che ha fatto del sesso il suo nemico, del pessimismo la sua bandiera, del razzismo il suo credo. Stiamo parlando del più grande scrittore del fantastico del nostro secolo... no, non è Stephen King. Lo scrittore che amava rifugiarsi in mondi da sogno (e da incubo) per sottrarre la propria debole carcassa materiale alle mediocrità della vita quotidiana, uno tra gli ultimo aristocratici dell'animo, misantropo, misogino, inizialmente sostenitore della politica razzista di Hitler (anche se in seguito si è avveduto della idiozia di quel Nyarlathotep della politica europea)... creatore di una moderna mitologia che conta milioni di lettori e migliaia di seguaci (sette religiose, occultisti, musicisti rock e metal, scrittori e altro) in tutto il mondo. Houellebecq ci guida in un mondo distorto dalle prospettive, dove l'uomo non è più il centro dell'universo, ma solo la vittima occasionale di accadimenti cosmici, e tutto questo proliferare di orrori che sgorgano da ogni parte sembra nascere dal razzismo che era profondamente radicato in Lovecraft, che vedeva i suoi mostri marini nella fisiognomica di mulatti e immigrati che incontrava nei sottofondi di New York, durante la sua breve permanenza in una città che sicuramente stava alla base delle architetture vertiginose di megalopoli da incubo, proliferanti come funghi su pianeti morenti e nelle profondità marine nostre. Un atto di amore verso una personalità artistica di spessore e, tutto sommato, molto umana. Niccolò |
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Michel Houllebecq "Piattaforma" (Bompiani)
![]() Attendevo da tempo il ritorno di Houellebecq con un suo romanzo, di quelli spassosi e agghiaccianti come solo lui sa produrre. E non sono stato affatto deluso dalle aspettative. Questa volta il viaggio del suo alter-ego si compie in Thailandia, tra il turismo sessuale e le contraddizioni di diverse civiltà, non solo quella occidentale. Non mancano dosi abbondanti di cinismo, umorismo nero e scopate soddisfacenti (ne fate ancora, cari detrattori?), non si lesinano neppure rotture di certi luoghi comuni, come la presunta bontà dei delfini o come il fatto che le ragazze locali che si vendono ai turisti siano per la maggior parte già benestanti e quindi non sussista, almeno da quelle parti, lo sfruttamento ignominoso delle carni e delle anime da parte di porci capitalisti impotenti, denunciato altrove. Il libro è divertente e procede su binari interessanti, come quando viene proposta e attuata una nuova formula turistica basata interamente sulla promessa di sesso esotico, formula vincente che però viene distrutta da atti moralistici ultraviolenti da parte di personaggi che abbiamo imparato a conoscere bene in questi ultimi mesi. E al lettore resta una parte della sofferenza dell'io narrante. Uno scrittore fondamentale. Niccolò |