Kazuo Ishiguro "Quando eravamo orfani" (Einaudi)


Christopher Banks ha vissuto un'infanzia dorata a Shanghai con l'amico Akira, ma tutto è subitaneamente cambiato dopo l'improvvisa e misteriosa scomparsa dei suoi genitori ed il suo trasferimento dalla zia in Inghilterra.
Lì diventa un famoso detective, e sa che prima o poi dovrà tornare a Shanghai a ricostruire i frammenti della propria infanzia; e Shanghai lo sta aspettando.
Ma tutto è più complicato di quello che sembra, il famoso detective non sa o non può usare i soliti strumenti investigativi, perché qui non c'è solo la realtà da disvelare, ma anche tutto quello che c'è sotto, i ricordi e i sogni di un bambino, la guerra che sta distruggendo quei luoghi e quei sogni, il tempo che ha cambiato tutto e i sentimenti sopra tutto: l'amore ancora una volta negato, l'amicizia, l'odio, la passione politica.
Christopher insegue il proprio passato e noi con lui, nel labirinto di Shanghai, interrogando persone e luoghi alla ricerca di un perché, alla ricerca dei suoi genitori, al di sopra di tutto. Perché Christopher non si senta più orfano, ma dentro questo mondo che gli sta sfuggendo sempre di più. E niente conta di più, neanche l'amore di Sarah, un amore lasciato in sospeso e tragicamente reciso in uno dei capitoli più strazianti dell'intero libro.
Ma Christopher deve seguire il suo destino, cercare la verità, la banale deludente verità; perché "per quelli come noi, il destino è affrontare il mondo da orfani, e inseguire per anni i fantasmi di genitori scomparsi.
E non possiamo fare altro che sforzarci di concludere la missione, quanto meglio è possibile, perché fino a quando non l'avremo fatto, non ci verrà concessa mai pace".
Un capolavoro.

Emanuela