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Jonathan Coe "Donna per caso" (Feltrinelli)
![]() Un pugno nello stomaco, l'inquietante storia della vita di Maria, apparentemente fredda e distaccata da tutto, si è sempre guardata vivere e ha guardato gli altri con una sorta di distaccato disgusto. Maria vive, ma non è mai presente, si comporta sempre come un'attrice che stia recitando un ruolo non suo, e tutti i personaggi che la circondano sono solo comparse nel suo mondo. La cattiveria di Coe è anche nello stile con cui ci racconta la vita di Maria, questa sua descrizione ironica, ma con un sottofondo inquietante, dei vari momenti della sua vita. Tra un capitolo e l'altro passano anni, e si ha sempre la speranza che sia cambiato qualcosa, ed è questa la tragedia, perché no, non è cambiato nulla, Maria è sempre lì, sembra non essersi mai mossa. L'ultimo capitolo in realtà è il penultimo, perché sai già che ce ne dovrebbe essere un altro alla fine, quello che racconta la morte di Maria; ma quel capitolo non c'è, probabilmente perché Maria non è neanche mai vissuta veramente. Un ritratto inquietante e beffardo di una persona che potremmo essere noi, se per un attimo ci fermassimo; ed è proprio questa la tragedia. Emanuela |