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Philip Kerr "Violette di Marzo" (Passigli)
![]() Il primo volume della trilogia berlinese; l'ho letto dopo il secondo e il terzo. Il migliore, per quanto mi riguarda, resta il secondo, quello dove Bernie se la deve vedere con Himmler e le sedute spiritiche. Qui l'intrepido Bernie (un investigatore tipico del giallo hard boiled) viene assoldato dal ciccione più famoso tra gli alti papaveri del nazionalsocialismo per investigare sulla sparizione di un tizio che lavora per conto della Gestapo (che peraltro non è più in mano al ciccione), proprio mentre sta seguendo un caso di furto di una collana di diamanti per conto di un miliardario collegato all'acciaio. I casi saranno collegati? Kerr ci porta a spasso per la Berlino ritoccata in vista delle Olimpiadi del 1936, con un duro dal cuore tenero (soprattutto se si parla di donne), un ex poliziotto che deve giostrarsi tra i vari mastini in perenne conflitto tra di loro; SA, SS, Gestapo e polizia criminale, sempre pronti ad arrestare chiunque per nulla. Non è un caso che spesso quelli della Gestapo arrestassero membri delle SS e viceversa. Dove c'è troppo potere distribuito in troppe mani è come se non ci fosse potere per nulla... Che il nazismo fosse in realtà l'anticamera per l'anarchia?!? Ubik |
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Philip Kerr "Dark Matter" (Passigli)
![]() I thriller di Kerr sono sempre interessanti e nessuno fa eccezione. Anche questo romanzo, che vede protagonista Sir Isaac Newton, noto come scienziato e meno noto come alchimista e cabalista (in passato le due cose non si escludevano a vicenda) è bello, ricco di informazioni interessanti, avventure violente e situazioni inaspettate. L'unico punto debole è proprio lo scioglimento dell'enigma, se vogliamo un po' troppo semplicistico rispetto all'inferno che viene scatenato per arrivarci... Ma se amate i thiller storici, colti e che non manchino d'azione, questo tomo fa al caso vostro. Niccolò |
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Philip Kerr "Un killer tra i filosofi" (Passigli)
![]() Di assassini e investigatori coloriti di ogni genere il genere thriller è ormai sovrabbondante, soprattutto quello contemporaneo (il romanzo è del 1993). E allora perchè non utilizzare Wittgenstein come assassino seriale, o meglio, mass murder (non ci sono spinte sessuali nei suoi delitti)... In realtà qui troviamo un suo emulo, un killer-filosofo che inizia ad uccidere quando scopre di appartenere a un certo tipo di persone definite dal programma Lombroso, un sistema scientifico che tende ad individuare in anticipo le personalità violente, o comunque a rischio, attraverso la presenza di una particolarità cerebrale... organizzandole nei propri data base con i nomi degli scrittori pubblicati nella collana Penguin. Ecco così che "Wittgenstein" si mette a dare la caccia agli altri membri di questo circolo riservato di potenziali killer, e ad eliminarli ad uno ad uno, da Socrate e Shakespeare... Sulle sue tracce si mette una investigatrice pseudo-femminista, Jake, del tipo che odia gli uomini pur non essendo lesbica (ha provato ma non le è piaciuto) ed esperta in quello che lei definisce omicidio di stampo "hollywoodiano", che prenderà sempre più in simpatia il fantomatico killer con il procedere dell'indagine. Un thriller con poca azione e molte discussioni filosofiche, ambientato qualche anno nel futuro ma quasi privo di elementi fantascientifici, se si esclude il (possibile) programma Lombroso. La peculiarità maggiore del romanzo è che anche il lettore, insieme a Jake, comincia a provare una forte simpatia per Wittgenstein, che in fondo non è altro che un giustiziere, e per le sue teorie estetiche e metafisiche, assolutamente logiche. Un buon romanzo, meno banale dei soliti gialli prodotti in quantità industriali. Niccolò |