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Stephen King "Buick 8" (Sperling & Kupfer)
![]() Questo nuovo romanzo di King non funziona. Non funziona perché è completamente sbagliato già nell'impostazione a flashback che toglie completamente pathos a tutta la vicenda, e neppure la solita maestria di King nel descrivere i personaggi riesce a risollevare un racconto assolutamente piatto. Anche la storia non è il massimo dell'originalità, ed ovviamente "Christine" è il fantasma che aleggia su tutto il romanzo. La storia ha come protagonista la Squadra D della polizia della Pennsylvania e il ritrovamento di una strana automobile, che in realtà si rivela essere un portale verso un altro mondo o un'altra dimensione. Sono passati venti anni dalla prima apparizione, e la Buick è nascosta e controllata da tutti i poliziotti di quella squadra; non hanno detto niente a nessuno e ciascuno ne ha subito il fascino malvagio. Il padre di Ned, il ragazzino a cui gli altri racconteranno la storia di quei venti anni, ne era il custode principale ed è morto investito proprio da un'altra Buick. E' tempo che anche Ned sappia del segreto della Squadra D e di quello strano capannone... E così i capitoli si susseguono, noiosamente, cercando inutilmente di evocare un'atmosfera di mistero e di paura; tutto è già accaduto e non ha importanza. E quando finalmente si riparte dai giorni nostri ormai non c'è più nulla da dire, la reazione di Ned lascia indifferenti e anche la Buick non ha più la potenza di una volta. E allora? Emanuela |
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Stephen King "Tutto è fatidico" (Sperling & Kupfer)
![]() Tutto è fatidico, anche lo zio Stephen che, nonostante il suo amore per i racconti che tenta di contagiarci (tentativo lodevole) con questa antologia di racconti (brevi e non), non coglie pienamente nel segno. Forse è colpa mia, che mi aspettavo di più, ma ho trovato noiose e francamente poco ispirate molte delle storie qui raccolte (al contrario di quelle presenti in "Scheletri"), tra un venditore al dettaglio collezionista di scritte oscene dei cessi delle stazioni di servizio che vuole tentare il suicidio, un giornalista americano capitato (casualmente?) tra le grinfie di un sanguinario dittatore, la spettacolare fuga del celebre Dillinger, un presunto cadavere con erezione e oscuri mondi fantasy (quello della Torre Nera). Compresa la ormai celebre vicenda dell'autostoppista di "Riding the bullett", che poi assomiglia alquanto a "L'uomo vestito di nero". Diciamo che, in quanto amante dei gatti, ho apprezzato più di tutti proprio il racconto preferito di King, "La teoria degli animali di L.T.". Non saprei se consigliare questa raccolta, nemmeno ai fans più accaniti del "re". Certo lui è bravo, scrive bene e in maniera convincente, ma come dicevo altrove ormai è la sua originalità che comincia a vacillare (non che sia mai stata il punto di forza)... se proprio dovessi consigliare un libro di questo autore (e chi non lo conosce ancora?), sceglierei "La lunga marcia" (pubblicato anche con lo pseudonimo Richard Bachman). Niccolò |
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Stephen King "L'acchiappasogni" (Sperling & Kupfer)
![]() Stephen King ha debiti verso molti scrittori. Quando ha scritto "L'occhio del male" si è sicuramente ispirato al Richard Matheson di "Tre millimetri al giorno", per "It" ha rubacchiato da "Ubik" di Dick. Stavolta ha preso un po' da "X-Files" e da "Alien" (e non dal suo "It", come stranamente ha rilevato qualcuno) e, a sua scusante, cita pure le fonti, una volta tanto. Deve anche aver studiato bene tutto il folklore che è legato agli avvistamenti degli UFO, in particolare il lato razzista legato al culto dei "grigi". Si, perchè questi piccoli esseri simili ad elfi, che probabilmente hanno origine nel nostro subconscio (come già rilevato da Jung), sono vittime di una sorta di antisemitismo cosmico. Strano ma vero. E infatti anche nel romanzo di King questi esseri vengono definiti "i negri dello spazio" (di solito sono parificati alla razza ebraica). Eh si, i misteri della mente umana non hanno proprio limiti. Comunque sia la vicenda si sviluppa nelle vicinanze di Derry, nel folto di enormi boschi innevati novembrini. Un gruppo di amici per la pelle affronta il male (che si presenta rassicurando che "non c'è pericolo di infezione"), grazie anche al contributo extrasensoriale di un ragazzo speciale, un down che conobbero da adolescenti. La vicenda procede bene per la prima metà del romanzo, poi come già successo per "Mount Dragon" di Lincoln e Child, il tutto si trasforma in un gigantesco inseguimento e così l'interesse scema piano piano, anche se King rimane un buon scrittore. Che dire, finalmente il Re è tornato al genere che gli è più congeniale, e ci sono degli elementi interessanti come la profonda introspezione psicologica di chi combatte una battaglia apparentemente persa in partenza, però resta la sensazione di un'occasione mancata. Niccolò
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