Joe R. Lansdale "Maneggiare con cura" (Fanucci)


Lansdale è uno scrittore texano col talento di saper unire situazioni assurde e scene splatter a dialoghi pulp spassosissimi.
Nella raccolta "Maneggiare con cura" ci sono 15 suoi racconti che spaziano dal fantastico al drammatico passando attraverso l'horror e il grottesco.
Le scene divertenti non mancano come ad esempio la morte assurda di un giovane in Girovagando nell'estate del '68, in cui la sua testa prende fuoco, scappa e viene investito da una macchina che lo butta in fossato dove è vittima di un alligatore. Anche Godzilla in riabilitazione fa ridere, immaginate un dinosauro sputafuoco complessato, che lavora e si sbronza la sera e ha come amici un Gorgo e un King Kong ancora più complessati di lui, ma poi la voglia di distruzione torna e comincia il macello...
Poi purtroppo il tono della raccolta cambia e si fa serio, i racconti della metà sono quasi tutti impregnati da un'atmosfera di delusioni sentimentali. Ad esempio in I treni che non abbiamo preso il protagonista abbandona il treno sul quale viaggia con la burbera moglie per scendere ed inseguire una bella biondina, e in ben due racconti il cattivo di turno viene sconfitto nel momento in cui lo si identifica con il partner tanto odiato (come se combattere per la vita non fosse un motivo sufficiente)... uno degli ultimi racconti è Una serata al drive-in con protagonisti due 40enni tristi che non hanno possibilità di avere una donna se non uccidendola prima e stuprandola poi, che tristezza! Da qui in poi subentra il tema portante dell' ultima parte della raccolta: i drive-in di una volta. Sappiate che nelle ultime 30 pagine ha inizio una smarmellata dell' autore che rimpiange quelle belle serate in macchina a guardare fantastici filmacci in compagnia di zanzare, birra e magari carne giovane a portata di mano.
Alla fine i racconti più meritevoli sono: Nel deserto delle Cadillac con i morti (che avevo già apprezzato tempo fa leggendo Il libro dei morti viventi) e Piccole suture sulla schiena di un morto di cui vi descriverò solo i protagonisti per non rovinarvi la storia:
Il buono è un uomo consumato dal dolore dei rimorsi, con un tatuaggio enorme sulla schiena che ritrae un'esplosione atomica da cui prende forma il viso della figlia Rae, morta da tempo. Gli occhi di Rae non sono disegnati, ma incisi nella pelle e cuciti in malo modo, in modo che i movimenti improvvisi di lui facciano aprire le ferite e piangere sangue dagli occhi. Le cattive sono delle rose mutanti con petali duri come denti che s'allargano in bei fiori rossi e gialli, con pezzi di teste umane appese, simili a bucce di cocomero spappolato. Al centro di quei fiori c'è un cervello nero e fresco che pulsa e le antenne come piume assaporano l'aria in cerca di cibo.

Elena

Joe R. Lansdale "Sotto gli occhi dell'alligatore"
(Giallo Mondadori n.2785)

copertina originale

1933. Harry e la sorella Tomasina, detta Tom, sono due bambini come tanti che vivono nel Texas orientale.
Una sera, mentre stanno cercando un luogo adatto per seppellire l'amato cane Toby, gran cacciatore di scoiattoli che ha appena avuto un incidente (ma in seguito soppravviverà, e il lettore non può che tirare un sospiro di sollievo), trovano in una strana radura di spine il corpo martoriato di una donna di colore.
Corsi a casa, e sfuggiti al misterioso Uomo-Capra che sembrerebbe bazzicare in quei boschi, informano il padre dell'accaduto.
Il padre, Jacob, fa il barbiere e il poliziotto. Non crede nelle leggende sull'Uomo-Capra e non sopporta le ingiustizie cui vanno incontro le persone di colore da quelle parti, per cui si mette subito a indagare.
Tra spocchiosi razzisti che gli mettono i bastoni tra le ruote e grazie alla collaborazione di un medico di colore, scopre che quello non è l'unico corpo ritrovato nelle zona, e che altri cadaveri, sempre di giovani donne, sempre di colore, sono state uccise con il medesimo modus operandi; tragicomico il rinvenimento di una delle salme, grazie alla testimonianza di un contadino che è stato risucchiato dal Twister, il tornado, e che ha visto questo corpo di donna negra nuda volteggiare insieme a lui e una mucca (e a una testa di capra).
Lansdale ci consegna un ottimo giallo, narrato in prima persona dal giovane protagionista (in realtà sono i ricordi di lui da vecchio), un giallo che trascende il genere, ricco di personaggi, colori, situazioni, divagazioni. E non potevano mancare i soliti razzisti imbecilli (quelli che nei film dicono con rabbia "amico dei negri!" e cose di questo tipo) che sono praticamente presenti in ogni suo scritto (e come potrebbero mancare in Texas?!?).
In definitiva si tratta di un ottimo romanzo, meno pulp e decisamente migliore di "Fiamma fredda", il noir ambientato in un circo di freaks con cui ha esordito nella collana della Mondadori.
Il libro è uscito a Giugno in tutte le edicole e, se vi sbrigate, potreste trovare ancora qualche copia di questo gioiellino... e scoprire così il segreto dell'Uomo-Capra.

Niccolò

Joe R. Lansdale "La notte del Drive-In" (Einaudi)

copertina originale

L'ho letto per la prima volta molti anni fa su Urania, nelle pause tra i turni di guardia della caserma. Ricordo che non riuscivo a staccarmi dal libro, nonostante il rischio di punizioni se fossi stato beccato.
Il protagonista, insieme a un gruppo piuttosto eterogeneo di amici (due nerd, uno bianco e uno di colore, e un teppista saggio alla Fonzie) vanno al più grande Drive-In del mondo, l'Orbit.
E' una serata limpida, e lo spettacolo promette di grondare sangue, in cartellone ci sono alcuni tra i più bestiali film splatter di serie Z.
Ma... ma all'improvviso passa una cometa sull'Orbit, e la cometa "sorride" e nulla sarà più come prima. Perchè non si può uscire dall'Orbit e chi ci prova fa una fine orribile, e così migliaia di persone sono destinate alla cattività, al cannibalismo e al massacro, il tutto orchestrato dal nefasto Re del Popcorn.
Nella continuazione, compresa nel volume, i nostri eroi, quelli rimasti vivi, riescono a scappare (non proprio indenni) dal Drive-In, per trovare un'altra realtà piena di trappole. Nel loro peregrinare tra dinosauri e comunità di pericolosi mentecatti (gli altri sopravvissuti), i ragazzi incontreranno un'agguerrita esperta in arti marziali, fuggita di fresco dalle grinfie di Popalong, degno successore del Re del Popcorn.
La prima impressione che ricavai da questi imperdibili romanzi fu che Lansdale fosse un discepolo di Stephen King. Poco tempo dopo scoprii che faceva parte, suo malgrado, del gruppo degli Splatterpunk, e nel frattempo altri romanzi (e qualche racconto) sono, fortunatamente, usciti in Italia (come la serie di Hap e Leonard, "Mucho Mojo" e "Il mambo degli orsi", e altri Noir dispersi in collane varie).
Da leggere con un pacchetto di pop-corn a portata di mano!

Niccolò