Richard Laymon "La casa della bestia" (Urania Mondadori)

copertina originale

Ho saputo che, purtroppo, questa traduzione del celebre romanzo di Laymon è stata tagliata per eccesso di zelo, peccato! Certo che "La bara" resta il suo capolavoro, però anche questa vicenda dalle fosche tinte non è niente male, anzi, direi proprio godibile.
Innanzitutto, contrariamente al buon senso comune che impera oggi, non è political correct e questo non può che rallegrarmi. E poi c'è la solita dose di sesso che Laymon non lesina (nulla di volgare o eccitante, diciamo che è collegato alla trama).
Il fulcro della storia è una casa abbandonata che è diventata l'attrazione speciale di una cittadina in mezzo al nulla. Si chiama "la casa della bestia" perchè pare che dei ragazzi, e anche i vecchi proprietari, vi siano stati barbaramente uccisi, proprio lì dentro, per mano di un assassino, o forse, di una belva feroce.
Sembra una leggenda locale sopra cui speculare, ma il romanzo inizia subito con un massacro nella casa, e spetterà a una donna in fuga dal marito appena uscito di galera e a un cacciatore di taglie scoprire, a loro spese, la verità.

Niccolò

Richard Laymon "La carne" (Fanucci)

copertina originale

Ora, io non so se sia stato Laymon a copiare da un paio di celebri film (di cui non vi svelo il titolo per lasciarvi il gusto di scoprirli da soli; comunque essi stessi devono essere stati ispirati da un romanzo di Brown su degli inspiegabili suicidi...), o se sia vero il contrario. Comunque sia, anche stavolta lo zio Richard ha fatto centro, con una bella vicenda splatter che coinvolge alcuni ignari abitanti di una piccola cittadina.
Tutto comincia (comincia?) con un furgone che tenta di investire una ragazzina che sta tornando a casa in bicicletta. Lei se la cava con un paio di graffi, mentre il maniaco, che non è riusciuto nell'impresa di tirarla sotto, va a sbattere contro un bel muretto, morendo sul colpo.
Ma il problema non sembra risolto perchè, nonostante il furgone sia in fiamme e l'occupante carbonizzato, delle striscie di sangue che si allontanano dal rogo sembrano indicare che qualcuno, o forse qualcosa, sia sopravvissuto.
Non posso dire altro, se non che questo romanzo vi svelerà qualcosa di inaspettato sulla civiltà azteca...

Niccolò