Guido Leoni "I delitti del mosaico" (Mondadori)


Di questo romanzo avevo letto sia giudizi entusiastici che denigratori, cosa che di solito accade con prodotti validi (se invece i giudizi sono sempre, e tutti, positivi, si sente puzza di bruciato, come nel caso de "Il codice Da Vinci").
Qualcuno lo ha definito un romanzo fantasy; per certi versi tutti i romanzi sono fantasy, nascendo dalla fantasia dell'autore, ma se per fantasy intendiamo che non ha molti punti di contatto con la realtà, allora questo non è assolutamente un romanzo fantasy.
La vicenda prende spunto da un segreto gelosamente custodito che sembra dapprima legato a una scoperta dei Templari, e poi alla congrega (o setta) del Terzo Cielo, a una misteriosa ballerina dalla bellezza ammaliante e a una catena di delitti che ruotano intorno a un mosaico di una chiesa.
L'investigatore, o meglio l'eroe a tutto tondo del romanzo, è proprio Dante Alighieri, qui rappresentato come un cugino letterario dell'inquisitore Eymerich (diciamo che le loro psicologie hanno molti punti di contato).
E così, come in ogni buon thriller di impostazione storica e filosofica si dipana la complicata matassa fino all'interessante rivelazione finale, tra una disquizione e l'altra, e qualche piccola avventura del nostro, che si dovrà calarsi in mefitici sotterranei popolati da un popolo sfuggente, e successivamente arrampicarsi sopra ponteggi in fiamme per sfuggire ai suoi storici nemici.
Buono per gli appassionati del genere, ma se cercate scazzottate e inseguimenti, qui ne troverete pochi.

Niccolò