|
J. T. Leroy "Sarah" (Fazi)
![]() Ne hanno parlato come il nuovo scrittore prodigio americano, e sicuramente questo suo romanzo ha qualcosa di nuovo, di originale, e la scrittura pop esalta la sua strampalata trama. Il protagonista (lo stesso Leroy, si dice) è un ragazzino di dodici anni che la madre (una "lucertola", ossia una prostituta delle stazioni di servizio) ha sempre vestito da femmina e che sogna di ricalcarne le orme. Purtroppo non sembra interessarsi molto a Sarah, che cerca surrogati d'amore dai vari papponi e dal mondo che li circonda. Assistiamo così ad una specie di romanzo di formazione e"road movie" con ascesa e caduta della nostra Sarah, prima assurta a divinità (con passeggiata sulle acque!) e poi abbandonata fra le peggiori prostitute. La trama potrebbe far pensare ad un altro dei tipici romanzi realisti, dalla scrittura aspra e cruda; e invece (e in questa sta l'originalità di quest'opera) il tutto viene affogato in un'atmosfera pop da "Alice nel Paese delle meraviglie" con un colore rosa che avvolge anche le vicende più truci. Sicuramente da leggere. Emanuela ![]() Uno tra i romanzi più particolari che abbia mai letto, scritto da un autore appena ventenne; parificato a William Burroughs, pare che Gus Van Sant ne abbia acquistato i diritti per una trasposizione cinematografica e abbia pure ricevuto lodi da uno come Dennis Cooper (se conoscete questi nomi potete farvi un'idea sul "genere" sessuale del libro). Innanzitutto il protagonista è un ragazzino che si fa chiamare Sarah, come sua madre, e come lei vuole diventare un famoso marchettaro, in questo caso una "lucertola" da parcheggio. Inizia così per lui un'educazione sulla strada, in particolare per la soddisfazione di particolari esigenze di camionisti e affini, che arriveranno fino ad adorarlo come se fosse un'icona religiosa. A questo punto interviene un pappa, Leloup, che lo scambia per un ragazzina e lo mette sotto la propria protezione... fino al momento in cui si accorgerà che non di fanciulla, ma di ragazzo si tratta, e allora cominceranno i veri guai per Sarah, che verrà prima brutalmente rapato a zero e poi buttato di nuovo sulla strada... Fino alla fuga finale dal giogo del perfido Leloup. Nonostante la scabrosità dei temi trattati, la scrittura risulta essere elegante, dolce, quasi fiabesca... e infatti il crudo realismo dell'ambientazione viene stemperato da una sorta di idealizzazione fantasiosa della vicenda (è vero che in certi momenti sembra di trovarsi in un'Alice nel paese delle meraviglie virata in chiave underground). Una mia amica mi ha confermato (ha studiato scienze naturalistiche) che i procioni hanno un osso nel pene, questione sollevata dall'amuleto di Sarah e di altre lucertole, icona a cui molti lettori nel mondo non hanno creduto. Niccolò
![]() |