Carlo Lucarelli "Falange armata" (Einaudi)


Ritornano Coliandro e Nikita, anche se, in realtà, questo romanzo viene prima de "Il giorno del lupo".
Questa volta la coppia male assortita di investigatori, lui sbirro ottuso e un po' razzista, lei giovane post-punk, tipa da centro sociale tenera e sveglia, sono sulle tracce (oppure sono loro a essere braccati?) di un'organizzazione di estrema destra, che fa uso, guarda un po', di una Uno bianca e dove si sospetta ci sia di mezzo anche la polizia (ma il romanzo, profeticamente, è stato scritto prima degli avvenimenti di cronaca nostrana).
Il romanzo, come l'altro, procede rapido e divertente, ma ho come l'impressione che l'autore, per scrivere entrambi, abbia utilizzato il medesimo schema di base.

Niccolò

Carlo Lucarelli "Il giorno del lupo" (Einaudi)


"Posso farle una domanda, ispettore?"
"Prego..."
"Lei quanto ha capito di tutta questa storia?"
"Un cazzo. Ma non lo dico..."

Questa è la frase più significativa per capire il protagonista, il poliziotto Coliandro. Si trova immerso in una storia più grande di lui accompagnato da una sua ex, una ragazzina punk.
Un poliziotto che per punizione è stato messo nel reparto di contabilità, e deve invece andare in prima fila per orgoglio, per dimostrare a Nikita che lui è un poliziotto vero. E si troverà completamente in mezzo ad una storia di droga, mafia, giudici corrotti, virus e hacker...
E quello che conta non è capire tutto, ma buttarsi nell'atmosfera, in un mondo nascosto e pericoloso, fra intercettazioni e depistaggi. E il romanzo finisce troppo presto, quando vorresti saperne di più di quello che è successo... ma forse no, non conta saperne di più...
E' che per un po' Lucarelli è riuscito a buttarti in una situazione pericolosa, e tu eri lì, accanto a loro; ci hai capito poco, ti sei spaventato e divertito, e alla fine, non si sa come, sei riuscito ad uscirne relativamente indenne.
Solo col cuore a pezzi...

Emanuela


Un richiamo dichiarato fin dal titolo a "Il giorno della civetta" di Sciascia, un godibile romanzo pulp scritto prima che il genere diventasse di moda.
Coliandro, lo sbirro grezzo ma in fondo sensibile e la sbarba Simona, meglio nota come Nikita, si infilano in un "gioco" tra clan che è iniziato per caso e che non segue più regole se non quelle del nichilismo che caratterizza la contemporaneità. Tra virus informatici e doppi giochi, il romanzo (breve) si legge con divertimento e si arriva presto a finirlo.
Certo che ormai, tra Nerozzi e Lucarelli (e con il contributo cinematografico di Pupi Avati), è la solare Emilia-Romagna la regione noir per eccellenza...

Niccolò

Carlo Lucarelli "Lupo Mannaro" (Einaudi)


Un romanzo breve, dove il serial-killer, onesto ingegnere di giorno, lupo mannaro di notte, viene subito individuato. Il problema sta nel riuscire a incastrarlo...
Ma l'ingegnere sa, e allora sguinzaglia un avvocato alle costole dello sbirro neurotico Romeo e della giovane poliziotta Grazia, la stessa che ritorna poi a dare la caccia all'Iguana in "Almost blue".
Un discreto noir, ma un po' troppo corto per il prezzo a cui è venduto.

Niccolò