Gianfranco Nerozzi "Prima dell'urlo" (Addictions)


Tre racconti che rappresentano il prequel a "L'urlo della mosca", romanzo una mia amica ha insistito per farmi leggere.
Avevo già consumato, anni fa, un oscuro libricino comprato in un'edicola di quelle imboscate, con la copertina disegnata da Palumbo, che si intitolava "Ultima pelle", e che mi piacque parecchio. Sembrava un vero romanzo horror americano underground, trasudante sofferenza e sottile paura da ogni pagina (un po' mi ha ricordato la Koja, o forse è lei che mi ricorda Nerozzi, non so).
Anni dopo ho scoperto che, dietro al nome anglosassone dell'autore, si nascondeva un italianissimo, anche lui devoto a Lovecraft (e infatti il romanzo univa le suggestioni del solitario di Providence alla teoria metafisica dei gusci della Cabala ebraica, il tutto condito con un approccio molto fisico di sesso e morte, originante in un intervento di chirurgia plastica dagli esiti cronemberghiani).
E in questo nuovo libretto ho ritrovato quelle atmosfere, anche se devo ammettere, solo nel terzo racconto, quello che mi è piaciuto maggiormente, dove un padre di famiglia, da tempo sofferente a causa di un incidente d'auto, va a farsi curare da uno sciamano di città, il quale, involontariamente, libera in lui delle energie che sarebbe stato meglio lasciare sepolte.
Ora non mi resta che leggermi il seguito, che è stato scritto prima, nella speranza di rivedere presto ristampato anche quel vecchio capolavoro.

Niccolò

Gianfranco Nerozzi "Cuori perduti" (Giallo Mondadori n.2757)


Questa volta troviamo il nostro scrittore horror nazionale alle prese con un thriller, o noir, o come vogliamo chiamarlo.
Franco De Rossi, il solito poliziotto incazzato e con problemi familiari, deve ritrovare suo figlio Simone, un bambino che è sparito misteriosamente mentre era in spiaggia con la madre.
Contemporaneamente viene ritrovato un altro bambino sfuggito a qualcosa di terribile, che reca sul corpo segni preoccupanti di interventi chirurgici, e così il sospetto comincia a farsi strada nella mente del commissario, soprattutto dopo che il piccolo testimone, appena apparso sulla scena, viene "terminato" da un individuo albino e spietato.
Si tratta di un buon romanzo di genere, anche se non proprio imprevedibile.

Niccolò