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I nuovi puritani
![]() Il discusso manifesto cinematografico di Dogma '95, con il suo elenco di regole ideato da registi del profondo nord, entro cui costringere la propria creatività, ha fatto discutere, sperimentare, qualche volta infuriare, ma è indubbio che è stato anche all'origine della comparsa di recenti capolavori del cinema (anche se non si capisce se il merito vada alla ristrettezza disciplinare, o al talento dei vari registi; probabilmente sono vere entrambe le ipotesi). Certo, non sempre le regole sono state seguite tutte e alla lettera, ma in generale hanno influenzato un certo modo di fare cinema e di vederlo (e di provocare il mal di mare agli spettatori più sensibili). Penso alla piccola gemma svedese di "Fucking Amal", e a quella bestia strana che è "Gummo" di Harmony Korine. E al mio cult personale, "The Kingdom", e quell'altro splendido film che è "Le onde del destino" (Von Triers si ama, o si odia). Bene, su questa stessa traccia, e più per pretesto che per desiderio di innalzare manifesti artistici e ideologici, i due curatori, Nicholas Blincoe e Matt Thorne hanno compilato un decalogo di regole ferree, da seguire alla lettera per entrare a fare parte dei nuovi puritani della scrittura. Hanno spedito il decalogo a quegli autori che, secondo loro, potevano tirarci fuori qualcosa di buono, e da questo gioco intellettuale ha avuto origine l'interessante antologia di racconti "All hail the new puritans", uscita in Gran Bretagna nel 2000, e da pochi giorni anche qui dai noi . E quello che ne è risultato è sicuramente particolare... ma prima di parlare dei racconti vediamo le intenzioni dei curatori e degli autori con l'esposizione del decalogo: 1 Essenzialmente narratori, siamo consacrati alla forma narrativa Ovvero, massima importanza alla trama. 2 Siamo scrittori di prosa e riconosciamo la prosa come forma primaria di espressione. Per questa ragione rifuggiamo la poesia e la licenza poetica a ogni costo. Chiaro e lampante, nella narrativa contemporanea l'influsso del linguaggio poetico è inferiore a quello del cinema, della televisione, della musica e delle scoperte tecnologiche (e comunque tutto questo ha influenzato anche la composizione poetica). 3 Pur riconoscendo il valore della narrativa di genere, sia classica che moderna, noi ci orientiamo sempre verso nuove aperture, infrangendo le aspettative del genere. La suddivisione in generi è utile per orientarsi nella catalogazione e nella ricerca di quello che viene prodotto, ma è anche bello cercare nuove strade e nuovi generi ignorando le regole consolidate (gli stereotipi) come le sparatorie nei western e gli inseguimenti d'auto nei polizieschi. 4 Crediamo nella semplicità del testo e vogliamo evitare ogni trucco stilistico: la retorica e la voce dell'autore fuori campo. Questa regola mi piace molto: l'autore deve cercare di evitare di esprimere giudizi nel suo testo, raccontando la fuga, e non la critica. 5 In nome della chiarezza, riconosciamo l'importanza della linearità temporale e rifuggiamo i flashback, i doppi livelli temporali e le anticipazioni. Il fatto di evitare flashback, livelli multipli e anticipazioni ha prodotto, in effetti, dei racconti dall'andamento piuttosto particolare, almeno per noi che siamo abituati agli schemi narrativi di Hollywood e dei bestseller americani in genere. Il flashback, lo sanno tutti, è il racconto che si interrompe bruscamente nel presente, per mostrare avvenimenti del passato, mentre l'anticipazione è quella per cui se viene inquadrato, per esempio, un oggetto senza che sussista una ragione apparente, il pubblico sa che prima o poi quell'oggetto avrà la sua importanza nell'economia della storia (per esempio se l'inquadratura si sofferma su di un fucile, prima o poi quel fucile sparerà). 6 Crediamo nella purezza grammaticale ed evitiamo ogni forma di punteggiatura elaborata o fantasiosa. Ai nuovi puritani interessa il disegno globale, non le singole minuscole parti che lo compongono. 7 Riconosciamo che le opere pubblicate sono anche documenti storici. Come frammenti del tempo, tutti i nostri testi sono datati e ambientati nel presente. Tutti i prodotti, i luoghi, gli artisti e gli oggetti citati sono reali. Secondo questa regola il racconto non sarà atemporale, non userà marche di Coca Cola improbabili o inventate, ma la Coca Cola che tutti conoscono. Qui e ora. 8 Quali fedeli rappresentazioni del presente, i nostri testi eviteranno ogni improbabile e inconoscibile speculazione circa il passato e il futuro. Questa regola è legata alla precedente, dal momento che noi siamo qui e ora ci interessa raccontare del qui e ora, ovvero di ciò che conosciamo sulla nostra pelle, e non di quello che crediamo sia stato il passato (chi scrive i libri di storia?), che non abbiamo vissuto, o di quello che potrebbe essere il futuro, che non vivremo. 9 Siamo moralisti, perciò tutti i testi sono caratterizzati da una realtà etica riconoscibile. Attenzione a non confondere moralismo e etica (o sono la stessa cosa?). In questi racconti si parla, e diffusamente, di sesso, droga, omicidio, tradimento, follia. Ma l'ideologia dei nuovi puritani non è la decadenza, ovvero il parlare fine a se stesso di tali argomenti... 10 Tuttavia il nostro obiettivo è l'espressione, al di là di ogni impegno verso la forma. E comunque sia, lo scopo finale è il racconto, produrre un buon racconto.
Se interpretate correttamente, queste regole non portano necessariamente alla scrittura di racconti ultrarealistici, o di stampo marxista o altro... anzi, ne scaturisce, prima di tutto, un insieme eterogeno (generazione, la mia, di musica, televisione, videoclip, walkman, videogiochi, cinema... e si vede).
E, arrivati a questo punto, mi fermo un attimo e mi chiedo dove cavolo si parli, in questa antologia, del rock satanico a cui si accenna nella presentazione del libro. Niccolò
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