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Guerre Stellari
![]() E' incredibile quanto materiale presente nella celebre saga letteraria di Dune sia poi passato, con pesanti processi di semplificazione, nell'ancor più celebre saga cinematografica di Star Wars. Il primo indizio lo ebbi quando, appena quattordicenne, entrai in un cinema di Milano, oggi sede della Scientologia, per assistere a un film che mi turbò e affascinò allo stesso tempo. Mi sembrò subito uno strano caso che il pianeta Giedi Primo risuonasse alle mie orecchie come il nome della disciplina dei monaci-guerrieri (templari?) dei film di Guerre Stellari. Al momento non ci feci caso, ma leggendomi poi, molti anni dopo, buona parte della saga di Frank Herbert, fino all'avvento dell'imperatore Dio Leto, cominciai a nutrire ben più che un sospetto. Prima di tutto non è difficile trovare nel pianeta Dune, desolato, desertico e inutile, se non fosse per la Spezia, una metafora dei paesaggi desertici (e molto terrestri) del Medio Oriente, laddove viene estratta con giochi di potere buona parte del petrolio necessario (?) al nostro pianeta... e così i Fremen non sarebbero altro che le popolazioni indigene di tali territori, le vittime di tali abusi. E infatti molta della terminologia che fa riferimento ai Fremen deriva dalla lingua araba. Ma, tralasciando i riferimenti a una realtà peraltro perniciosa, si può subito rilevare, dai commenti riportati nelle nuove edizioni del ciclo di Arrakis, come uno dei giudizi entusiastici sul romanzo Dune (ormai reso celebre anche ai giovanissimi da una serie di fortunati videogiochi) siano dello stesso George Lucas, "Senza Dune, Guerre Stellari non sarebbe mai esistito". E così, come avviene per la rinomata famiglia degli Atreides del Duca Leto, che da governatori democratici e giusti diventino, con il procedere delle generazioni, una casta di imperatori divini e onniscenti (e oppressivi), lo stesso avviene, come è possibile vedere da questi episodi di prequel, che nell'universo di Star Wars la Repubblica si tramuti presto in un impero assolutista (grazie anche ai complicati giochi di potere di Palpatine, prima senatore, poi cancelliere e infine imperatore), e un cavaliere Jedi che combatta per la giustizia si tramuti poi nell'infame (e probabilmente il più affascinante personaggio della saga) Darth Vader (da noi conosciuto, chissà perchè, come Fener). Nel primo romanzo, quello da cui poi è tratto in maniera infedele il bel film di David Lynch, e anche, in maniera più fedele, ma piatta, un lungo e recente telefilm con William Hurt, veniamo a conoscere la complessità dell'universo di Herbert, le lotte di stampo gustosamente medievale tra i leali Atreides e gli infami Harkonnen, gli intrighi dell'imperatore Padishah Shaddam IV per combattere la Gilda del commercio, le macchinazioni della sorellanza Bene Gesserit per l'ottenimento dell'essere supremo... insomma, un caleidoscopio di formazioni in campo che combattono tutte contro tutte (salvo temporanee alleanze) per l'accaparramento della preziosa spezia (secondo fini che variano a seconda della fazione, da quello economico a quello metafisico). E fin qui nulla di particolarmente nuovo; lo studio della storia umana ci ha insegnato che un canovaccio di questo tipo esiste (e probabilmente esisterà) sempre. Quello che è interessante, nelle sapienti mani di Herbert, è lo studio sottostante legato a geografia, politica, religione, economia, storia, sociologia, psicologia, un complesso edificio di cognizioni che rendono il mondo (o meglio l'universo) letterario che si va a creare vasto, variopinto e veritiero (ricordiamoci che ci troviamo in futuro piuttosto lontano). E così il giovane Paul Atreides, da ragazzo di belle speranze diviene il prescelto, la guida per la rivolta dei Fremen, prima, e la riconquista di Arrakis, poi, strappando entrambi dalle grinfie del bieco barone Vladimir Harkonnen alleato dell'imperatore che, come tradizione vuole, si schiera in maniera opportunistica con il vincitore. In seguito Paul scopre di essere anche (forse) l'essere supremo, il Qwisatz Aderach, di cui parlano da secoli le profezie delle Bene Gesserit, e così diviene il Messia di Dune (secondo romanzo). La spezia, oltre a potenziare la coscienza di Paul, ha degli effetti collaterali anche sulla sua giovane sorella, Alia, nata sotto il pesante influsso del Melange. Oltre a possedere capacità da strega, la ragazza viene posseduta dallo spirito redivivo del Barone. Entrano poi in gioco le nuove macchinazioni di un'altra Gilda, quella del Bene Tleilax, gli scienziati che fanno risorgere a nuova vita i morti, il ghola, che viene fatto reincarnare più e più volte. Nel terzo romanzo entrano in scena i figli di Paul, Leto e Ghanima, portatori di nuovi poteri, in particolare il figlio maschio, che rivestendosi della pelle della trota delle sabbie, diverrà nel quarto romanzo un vero e proprio Dio sulla terra, immortale e governatore dell'universo conosciuto. La mia conoscenza della saga (mi mancano due romanzi) si ferma qui, ma già da questo complesso materiale si possono trovare i semi per una saga cinematografica meno complessa, ma altrettanto spettacolare. I Sardaukar, membri dell'esercito scelto dell'imperatore, passano in Lucas come esercito dei cloni, quelli che inizialmente vengono costituiti per la difesa della Repubblica, e che diverranno poi i soldati imperiali (la cui ormai celebre maschera è stata disegnata da Philippe Druillet). La religione Bene Gesserit e i poteri conferiti dalla spezia divengono qui il concetto "taoista" della Forza. Non resta invece il concetto blasfemo della tecnologia. Si, perchè in Dune non si viaggia per mezzo di astronavi, ma grazie all'annullamento del tempo e dello spazio che i navigatori della Gilda operano per intossicazione da Melange, e i computer sono ritenuti talmente abominevoli che al loro posto si usano i Mentat, calcolatori umani. Restano però gli scontri sanguinari a terra tra fazioni per il predominio dell'universo, e le complesse macchinazioni per la conquista del potere. Certo è che poi Guerre Stellari annovera tutta un'altra serie di ispirazioni; dal Western al Fantasy alle fiabe (riti di iniziazione) alle comiche di Stanlio e Ollio (di cui i due androidi ne fanno le veci). Un consiglio finale: a chi ancora non conosca la saga letteraria più bella di tutti i tempi, si sbrighi a scoprirla, o riscoprirla! Niccolò
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