Patrick Woodroffe, professione visionario

Return of Migrants

Un professore di lingue che un giorno si scopre pittore.
Nato ad Halifax, nello Yorkshire, nel 1940, il barbuto e lungocrinito signore che con la sua pipa e l'aria meditabonda sembra uscito da un libro di Tolkien, nel 1972 abbandona l'insegnamento per dedicarsi a tempo pieno alle sue passioni, ovvero la pittura e l'illustrazione.
Dotato di fervida immaginazione, e con influenze che spaziano da Salvador Dalì alla scuola viennese del "Realismo Fantastico", Patrick Woodroff diviene ben presto uno tra i più influenti illustratori fantasy del suo periodo.
Le sue prime opere sono traboccanti di colori e figure, una versione magniloquente e celtica dei formicolanti regni sovrannaturali che in passato ci ha donato l'eretico Bosch. Proprio per questo, il suo stile peculiare è andato anche a influenzare l'immaginario del rock progressivo, che in quegli anni viveva il suo momento di massimo splendore.

Mons Veritas

Ha anche creato le copertine per numerosi romanzi di fantascienza, noir e fantasy; tra gli scrittori che ha illustrato primeggia quello che, probabilmente, è il più grande scrittore fantasy del secolo, Michael Moorcock, tra gli avanguardisti delle correnti "New Wave" e "Inner Space" (che poi ci hanno donato i migliori romanzi di fantascienza di sempre), e membro attivo della band rock degli Hawkwind.
Altri scrittori che, prevalentemente nel mercato anglosassone, hanno beneficiato della sua opera: Poul Anderson, Dashiell Hammett, Harlan Ellison, Isaac Asimov, Harry Harrison, Piers Antony, Robert Heinlein, Philip J. Farmer, Roger Zelazny e Arthur C. Clarke.

The Coastal Footpath

Tra le sue copertine di dischi ricordiamo invece i metallici Judas Priest e gli italianissimi Hogwash.
Per chi volesse saperne di più, e soprattutto per ammirare meglio molte delle sue opere, è necessario procurarsi almeno il volume "Mytho-Poeikon" (Fantasies Monsters Nightmares Daydreams), ordinabile via Internet o reperibile presso librerie con reparti specializzati, come la Hoepli di Milano.

Niccolò

Hortus Conclusus